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Le discipline ad indirizzo nei licei artistici, musicali e negli istituti tecnici del settore tecnologico

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Fino agli inizi degli anni 90 le circolari e le ordinanze del MPI erano indirizzate con questa dicitura: “Per gli istituti e scuole di istruzione secondaria superiore, ivi compresi i licei artistici e gli istituti d’arte”… Ancora oggi, nonostante la riforma Gelmini, l’istruzione artistica risulta essere una nobile decaduta, una cenerentola senza lieto fine. Il MIUR, a firma del direttore generale C. Palumbo, il 18/10/2012 aveva emanato la CM n. 89 avente per oggetto la valutazione periodica degli apprendimenti nelle classi superiori e le indicazioni per gli scrutini per l’a.s. 1012-13. Ma, dato che la riforma è entrata gradualmente nei licei artistici ed istituti tecnici e professionali ed a regime lo sarà solo nel settembre 2014, quella circolare avverte che “nelle classi quarte e quinte dei percorsi liceali, artistici, tecnici e professionali gli scrutini si svolgeranno con le consuete modalità (ndr. degli anni passati), nel rispetto delle norme ancora vigenti”. Tanto grande è la confusione in quei tipi di scuole che il 5/12/2012, sempre a firma C. Palumbo, è arrivata un’altra “grida manzoniana”: la nota ministeriale (prot. n.8039) indirizzata ai direttori generali e ai DS con “Chiarimenti in merito all’assegnazione delle ore di insegnamento e la valutazione di alcune discipline dei Licei artistici, musicali/coreutici e degli istituti tecnici del settore tecnologico”. Non ci sono novità di rilievo perché – tenendo conto della necessità del risparmio – si ribadisce la piena autonomia decisionale delle istituzioni scolastiche.
Per i Licei artistici in particolare, considerando la valutazione periodica e finale degli studenti, nel caso di curricolo pittorico la valutazione di “Discipline pittoriche” e “Laboratorio figurazione” è separata ma effettuata dal/i docente/i delle specifiche classi di concorso; nel caso invece di curricolo plastico e scultoreo la valutazione di “Discipline plastiche e scultoree” e “Laboratorio figurazione” è separata ma effettuata dal/i docente/i delle specifiche classi di concorso; nel caso infine di curricolo misto o generalista occorrono valutazioni separate per “Discipline pittoriche”, Discipline plastiche e scultoree”, “Laboratorio della figurazione” relativo alle discipline pittoriche, “Laboratorio della figurazione” relativo alle discipline plastiche e scultoree.
Insomma, avendo la Gelmini “distrutto” l’istruzione artistica, la nota della Palumbo cerca di porre rimedio alla situazione caotica che si è venuta a creare e i rimedi del’ultima ora con le soluzioni proposte non appaiono né convincenti né accettabili. Per di più, come fa notare la FlC-CGIL, “nella circolare 25/12 e nel decreto interministeriale che impartiscono le disposizioni per la definizione dell’organico di diritto per l’a.s. 2012/13 non vi è alcun riferimento alle tipologie di curricolo per l’indirizzo “Arti Figurative” così come definite nella nota del 5/12/2012. Dalla lettura della nota sembrerebbe che la scelta del curricolo da parte della scuola possa essere fatta annualmente. Inoltre non è chiaro se la scelta operata per una determinata classe abbia validità fino al quinto anno oppure possa essere modificata durante il percorso. In questi casi è evidente che il richiamo alle sole situazioni di soprannumerarità è largamente insufficiente. Infatti i docenti precari delle discipline di indirizzo sarebbero sottoposti ad una situazione di instabilità perenne, tenuto conto che non avrebbero alcuna certezza sulle scelte potenzialmente cangianti delle istituzioni scolastiche”.
Discorso analogo – purtroppo – va fatto per i licei musicali e coreutici. Nell’Italia, patria dell’arte, non c’è posto per le nove Muse.

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