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Le discipline scientifiche sono un tabù anche per gli alunni statunitensi

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Le materie scientifiche? Non sono “indigeste” solo ai nostri alunni. Scorrendo i risultati delle prove scolastiche del 2009, gli esperti d’istruzione degli Stati Uniti hanno rilevato che anche gli studenti americani non prediligono le scienze ed in generale tutte le discipline non umanistiche. I risultati, verificati dal National Assessment of Educational Progress, un’agenzia affidabile perché opera per il Dipartimento per l’istruzione che segue il rendimento scolastico degli studenti americani, non sembrano lasciare spazio ai dubbi: secondo i dati rilasciati dal governo, almeno due terzi dei bambini di 9-10 anni che frequentano il penultimo anno delle scuole elementari hanno fallito nei test di scienze. E i risultati non migliorano per gli studenti più grandi: il 70 per cento degli alunni di terza media e il 79 per cento di quelli all’ultimo anno del liceo hanno avuto voti insufficienti.
“Sono sconcertato – ha detto al Washington Post Francis Eberle, direttore del National Science Teachers Association di Arlington in Texas – quello che emerge è che la scienza è stata lasciata un passo indietro, che non rientra nelle priorità della scuola”.
I risultati delle prove scolastiche del 2009 potrebbero lasciare il segno: il presidente Obama e dalla sua amministrazione si tratta, infatti, di indicazioni importanti. Lo stesso Obama aveva detto in passato di voler apportare alcune modifiche alla legge ‘No Child Left Behind’ firmata dal presidente Bush nel 2002 che disciplina i programmi scolastici, e aumentare il numero di ore che la scuola americana dedica materie scientifiche. E poiché uno degli obiettivi apertamente dichiarati del primo presidente afro-americano degli Stati Uniti era quello di mantenere alto il livello di competitività, già a livello di istruzione, è probabile che a breve il progetto giunga a compimento.
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