Home I lettori ci scrivono Lettera aperta di un prof ai suoi studenti

Lettera aperta di un prof ai suoi studenti

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Buongiorno, quest’anno non sarò con voi, sono stato trasferito, lascio questo saluto scritto alla mia collega che avrà cura di leggervelo, è la mia ultima lezione. Se quello che vi ho insegnato è ancora presente in voi allora non ci siamo lasciati completamente e sono e sarò ancora il vostro prof. fin quando mi ricorderete.

I ricordi significativi non si dimenticano, il tempo giudicherà se ciò che vi ho dato è stato importante per la vostra formazione, umana e culturale. La mente umana seleziona e mantiene, salva e archivia in un database permanente che tornerà utile negli anni successivi. Le informazioni inutili e le persone da cui non abbiamo ricevuto niente passano come nuvole senza pioggia. Scopo del mio insegnamento è lasciare un solco in voi, quando è presente è visibile e cambia i connotati della persona, si chiama “Bellezza”. Finalità del mio insegnamento è creare bellezza. Bellezza e non bravura, essere bravi è un livello inferiore, un alunno è bravo quando sa risolvere quesiti e problemi, conosce gli argomenti e risponde a tutte le domande, il suo obiettivo è avere un risultato corrispondente alle conoscenze prodotte e richieste. Studia per avere un risultato.

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Si raggiunge la bellezza quando le conoscenze sono “com-prese”, ovvero prese con sé, fanno parte di noi, fatte proprie, sono entrate nel nostro corpo, hanno cambiato il nostro modo di essere e di vedere la vita. Si studia per sapere e non per avere, non ci sono orari, sapere è piacere e crea dipendenza. Gli occhi brillano e la mente è un turbinio di domande a cui dare risposta. Alcuni di voi hanno subito questa metamorfosi, altri l’avranno negli anni successivi. Essere l’insegnante che ha provocato questo cambiamento è il tesoro che mi avete lasciato e che porterò con me. Belli si diventa.

La Bellezza si può trovarla anche in altri settori come lo sport, l’associazionismo, il lavoro … Ricordate la storia che vi ho raccontato del pollo che cercava da mangiare nel suo pollaio pieno di sterco e che ha trovato una perla sporca e dopo averla ripulita l’ha gettata perché non commestibile? Eliminate la visione utilitaristica e quantitativa della cultura, la conoscenza non è un bene ne una risorsa limitata, la possiamo “com-prendere” non in senso quantitativo  ma infinito, chi la fornisce non se ne priva, quello che avete imparato e sapete, diffondetelo ai vostri compagni ai genitori ai parenti, solo così la cultura acquista significato. Migliora la vita.

Il “Masci” è una scuola disastrata nella struttura e nell’organizzazione, acefala ultimamente; mi sono complimentato con i ragazzi di prima che l’anno passato si erano iscritti nonostante ci fossero grossi impedimenti ad una didattica efficace. Questa scuola si regge solo per la” Bellezza” che voi fornite, tutto il resto è noia, come cantava un noto cantautore romano.

La lezione è terminata e come compito vi affido un esercizio per casa: dovete stare  soli per trenta minuti, senza cellulare, computer e televisione in una stanza senza luce ad occhi aperti, ascoltate il suono del silenzio.

Buon anno scolastico a tutti.

di Gabriele Fraternali