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Merito, Giacalone: il problema non è farlo valere ma produrlo. Da dove partire? Dalle cattedre, assumendo docenti per selezione

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Il giornalista e scrittore Davide Giacalone, nel corso della sua rassegna stampa a RTL102.5 all’interno della puntata di oggi, 21 novembre, del programma Non Stop News, ha detto la sua sulla questione del “merito” a scuola e del reclutamento dei docenti.

Un’emergenza nazionale

Il direttore de La Ragione ha innanzitutto commentato i dati Invalsi a proposito delle competenze in matematica degli studenti degli istituti tecnici, che a quanto pare battono i loro coetanei dei licei, a parte classici e scientifici, in matematica.

“I dati Invalsi non hanno niente a che vedere, ad esempio, con gli esami di maturità, con i compiti in classe. Sono degli accertamenti, che si fanno ovunque, che hanno fatto emergere una situazione drammatica. Come fa a crescere un paese se in alcuni indirizzi solo uno studente su tre ha competenze linguistiche accettabili, riesce a capire cosa legge? Si tratta di un’emergenza nazionale”.

“Questa emergenza nazionale non si risolve pensando a coloro che restano indietro. Il problema è che i primi, quelli che vanno avanti, sono ignoranti”.

Quale merito?

Poi Giacalone ha commentato la questione relativa al merito: “Il cambio del nome del Ministero può essere indicativo di un’intenzione, ma è tempo perso. Il problema non è quello di misurare e fare valere il merito, che sarebbe giustissimo. Il problema è produrlo, diffonderlo”.

“Questo non si può fare se non si parte dalle cattedre. Occorre essere capaci di promuovere e diffondere il merito nelle cattedre. Assumere per selezione e non per sanatoria. Altro che graduatorie a esaurimento, siamo a un esaurimento della cultura, della capacità di leggere e capire”, ha commentato il giornalista, che pensa che il concetto di merito debba essere esteso anche alla classe docente.