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Mobilità dal sostegno a posto comune, si rischia l’ingabbiamento

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Una delle novità che il ministero dell’Istruzione potrebbe avanzare in sede di accordo per il rinnovo del contratto integrativo di mobilità 2022-2025, sarebbe quella di fare scivolare in III fase della mobilità il movimento da posto di sostegno a posto comune e viceversa. In buona sostanza il passaggio da posto di sostegno a posto comune, sarebbe soggetto alle aliquote percentuali tipiche della III fase.

Passaggio da sostegno a posto comune con le regole vigenti

Nel CCNI 2019-2022 il passaggio da sostegno a posto comune, che è bene ricordare si tratta di una mobilità territoriale e non di una mobilità professionale, si verificava in II fase. Tale movimento viene inserito alla lettera G) dell’Allegato 1 in cui si ordinano in movimenti della II fase della mobilità secondo il relativo CCNI 2019-2022. I docenti di sostegno che hanno completato il quinquennio obbligatorio di permanenza nel loro posto, potranno, qualora lo desiderassero transitare su posto comune. Bisogna sapere che il docente di sostegno che chiede di rientrare ad insegnare nella classe di concorso del medesimo ordine e grado di titolarità, parteciperà al movimento della seconda fase, ovvero quella provinciale tra comuni diversi e non potrà pretendere di muoversi con precedenza della prima fase all’interno dello stesso comune dove insegna sostegno. Il movimento dei docenti di sostegno che chiedono il posto comune nell’ambito del grado di titolarità, verranno trasferiti in coda ai movimenti di II fase di chi chiede il trasferimento da posto comune a posto comune. Per fare un esempio se un docente “A”, titolare su posto comune, ha 20 punti e chiede trasferimento dal Comune X al Comune Y e un docente “B”, titolare su sostegno con 100 punti chiede il trasferimento su posto comune all’interno dello stesso Comune Y, verrà trasferito prima il docente “A” e se rimangono posti nel Comune Y, solo dopo verrà accontentato pure il docente “B”.

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Novità sui passaggi da posto sostegno a posto comune

Nella prossima mobilità 2022-2025, dove per adesso non esiste possibilità di accordo con i sindacati, il ministero vorrebbe proporre, per vincolare per più di cinque anni i docenti di sostegno al loro posto di titolarità, lo slittamento in III fase della mobilità dei passaggi da posto di sostegno a posto comune e viceversa. Questa modifica, nel caso passasse come nuova norma della mobilità, rischierebbe di ingabbiare tantissimi docenti specializzati e titolari su sostegno al loro attuale posto di titolarità, rendendo molto più difficile il passaggio su posto comune.