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Nelle scuole Usa si vietano i libri sul razzismo, diritti LGBTQI+ e attivismo

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Nei civilissimi Stati uniti d’America avanza la censura sui libri nelle scuole. Un passo indietro verso la Controriforma e verso la riscoperta degli Indici, ma anche verso i regimi del Novecento che, temendo la cultura e la conoscenza, bruciavano nelle piazze gli scritti degli oppositori e dei chi nella piena libertà di pensiero era vissuto. 

Una regressione ideale e culturale che è stata denunciata da Pen America, una organizzazione non-profit che si occupa di difendere la libertà d’espressione negli Usa.

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È stato infatti pubblicato il risultato di un monitoraggio sui libri più censurati dalle scuole americane e coi cui si documenta l’aumento “della censura sui libri nei distretti scolastici di tutto il paese negli ultimi nove mesi”.  

Lo scopo di farli praticamente scomparire dalle biblioteche scolastiche e dalle aule,  è quello di eliminare soprattutto opere che hanno a che fare con razzismo, orientamento sessuale e identità di genere. Sarebbero infatti 1500 i libri che non sono più nelle disponibilità dei distretti scolastici americani solo negli ultimi 9 mesi.

Nonostante negli Usa la questione è discussa da tempo, tuttavia nelle scuole si continuano a cancellare autori neri e argomenti, tanto che Pen America scrive che “questo rapporto costituisce il primo resoconto dettagliato, libro per libro, distretto per distretto, di quali libri sono stati banditi, in quale parte del Paese e attraverso quali procedure”.

E l’elenco pubblicato appare chiaro: tra i titoli all’indice moltissimi (il 41%) includono personaggi neri, il 22% affrontano direttamente questioni legate alla razza e al razzismo, il 33% invece temi LGBTQI+. 

Sembra tuttavia, dal rapporto di Pen America, che i titoli più vietati tocchino il tema delle relazioni omosessuali e tutti libri che hanno a che fare con le minoranze. 

Pen America, scrive inoltre che “Si tratta di un attacco orchestrato ai libri i cui soggetti solo di recente hanno preso piede sugli scaffali delle biblioteche scolastiche e nelle aule. Stiamo assistendo alla cancellazione di temi che solo di recente hanno rappresentato un progresso verso l’inclusione”. 

Fra l’altro, si fa notare, in questo momento in America è in atto un’ondata di destra all’interno della società che va dal diritto all’aborto fino all’impossibilità di parlare di orientamento sessuale all’interno delle scuole o dei diritti LGBTQI+. Le biblioteche, si fa ancora notare, si sarebbero trovate al centro di una guerra culturale innescata da gruppi conservatori per vietare e contestare i materiali che affrontano il razzismo, il genere, la politica e l’identità sessuale, cercando pure di togliere dalle scuole e delle biblioteche pubbliche libri che condividessero le storie di persone gay, trans, nere, indigene, persone di colore, immigrati e rifugiati.

A supporto della ricerca di Pen America arriva pure il rapporto della American Library Association in cui si legge che sono stati notati 729 tentativi di rimozione di materiale da biblioteche, scuole e università nel 2021, portando a 1.597 i tentativi o le rimozioni di libri. Questo sarebbe il numero più alto registrato da quando l’associazione ha iniziato a seguire il fenomeno 20 anni fa.