Home I lettori ci scrivono Noi, precari della scuola, siamo stanchi di vivere nell’incertezza del futuro

Noi, precari della scuola, siamo stanchi di vivere nell’incertezza del futuro

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Noi precari della scuola siamo stanchi di vivere nell’incertezza del futuro, siamo stanchi delle offese ricevute dagli esponenti pentastellati, gli stessi incoerenti con quanto promesso più volte nelle proprie campagne elettorali.

La Ministra Azzolina è intenta a bandire il concorso della scuola secondaria, senza accogliere, neppure minimamente, le migliorie proposte dalle parti sindacali, dalle associazione, dai vari comitati nati per la tutela dei diritti dei precari, e persino dell CSPI, organo fondamentale del comparto istruzione, il quale ha la funzione di esprimere un parere non vincolante ma obbligatorio.

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Tale parere ha messo in discussione, quasi in toto, il bando del concorso straordinario per la secondaria, suggerendo modifiche e perfezionamenti, gli stessi che la ministra Azzolina ha di fatto ignorato. Sarebbe la prima volta, nella storia della Repubblica, che un ministro all’istruzione non accolga, neppure minimamente, i consigli espressi dal parere del CSPI.

Inoltre, in alcune tabelle rese note stamane dalle diverse testate giornalistiche, è possibile prendere visione dei posti disponibili per classi di concorso e per regione, offerti dal concorso in questione. Ebbene, la cosa che fa più discutere, è che lì dove le disponibilità sono minime, si è data precedenza al concorso ordinario, per cui, per alcune CDC, laddove il concorso ordinario mette a disposizione 2 o 3 posti, per lo straordinario non ne viene previsto alcuno.

Ancora una volta viene calpestato il diritto di stabilizzazione dei docenti precari, il cui lavoro, svolto con dedizione e passione, verrà valutato attraverso un concorso lotteria, non venendo affatto valorizzato.

Vogliamo ancora ricordare e sottolineare, che in molte scuole italiane il sistema Scolastico si regge proprio grazie ai docenti precari, gli stessi che tornano ad esser disoccupati a giugno e che riceveranno un nuovo contratto a termine a settembre, attraverso un’ingiusta reiterazione.

Per tutto ciò i precari, prostrati dall’estenuante e ostile politica ministeriale, che si è persino guadagnata la diffida del sindacato UIL, decidono di scioperare in una piazza virtuale, bloccando la DAD e se necessario Consigli di classe ed Esami di Stato!

Chiediamo che il Presidente del Consiglio dei Ministri e il capo dello Stato Sergio Mattarella intervengano repentinamente.

Giovanni Difilippo