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Nuove classi di concorso, ora la rivolta è dei prof di greco

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Il riordino delle classi di concorso sta determinando reazioni vibranti da parte di gruppi di docenti abilitati in determinate classi di concorso delle superiori che nell’ambito dei cambiamenti in via di attuazione, programmati da viale Trastevere, si ritroveranno nella migliore delle ipotesi in “concorrenza” con colleghi a cui l’abilitazione è stata allargata d’ufficio. Uno dei casi più clamorosi, che ha ricevuto un altissimo numero di ore decurtate, è quello della A07, con particolare ripercussione sulla materia di “Editoria dello Stampato” che si insegna negli istituti tecnici e professionali ad indirizzo grafico (pubblicitario ed industriale): nel volgere di un triennio, che si concluderà il prossimo giugno, le ore della materia verranno ridotte drasticamento o (come nel caso dalla grafica industriale) cancellata del tutto. E i docenti scalzati faticheranno non poco prima di trovare posto nei nuovi licei ad indirizzo artistico, dove sono stati collocati. Emblematico, sempre per la A07, è il caso del Lazio: un paio d’anni fa di questi tempi l’Usp aveva alcuni posti vacanti da assegnare a docenti con supplenza annuale; qualche giorno fa, quando ancora manca un anno prima della definitiva scomparsa della materia nei tecnici e professionali, l’Usr ha fatto sapere che la classe di concorso conta qualcosa come 13 soprannumerari!

Nei giorni scorsi avevamo parlato dei geografi. Una "montagna" di ore sono state anche sottratte ai docenti tecnico-pratici delle superiori. Per non parlare dei chimici. Ora sta montando la polemica degli insegnanti di latino e greco al liceo Classico: dal prossimo anno, infatti, la loro materia potrà essere affidata anche a colleghi abilitati in italiano, storia, geografia e latino. Il motivo è sempre lo stesso: l’amministrazione pur di “piazzare” (per fare economia) i docenti privi di titolarità su posti vacanti, anche se non del tutto attinenti alle loro competenze, è disposta a perdere in qualità d’insegnamento. Un folto gruppo di docenti di greco sta raccogliendo firme a favore di una petizione per far ritornare sui suoi passi il Miur. Ma in passato l’esito, negativo, di iniziative di questo genere non fa ben sperare.
Contro l’allargamento eccessivo delle classi di concorso si stanno muovendo anche i sindacati: nei giorni scorsi il leader dell’Unicobas, Stefano D’Errico, ha fatto sapere che la sua organizzazione "ha già opposto ricorso al Tar del Lazio contro il riordino delle classi di concorso e sta avviando una class-action nazionale anche per gli insegnanti tecnico-pratici, di geografia, informatica e stenodattilografia, vittime sacrificali designate".