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Pensioni scuola, solo 24mila domande, colpa di quota 102 e non solo. Le cattedre da coprire in estate saranno 75mila

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Sono 24.531 gli insegnanti che hanno fatto domanda di pensionamento e non saranno in cattedra dal 1° settembre. Un numero decisamente minore rispetto alle 36mila richieste di un anno fa. Colpa del passaggio da quota 100 a quota 102 o dell’attesa di una riforma delle pensioni più favorevole.

Come afferma ‘Il Sole 24 Ore’ il governo aveva messo in conto il flusso ristretto di pensionamenti anticipati. Con quota 102 (64 anni d’età e 38 di contributi) vengono posticipati i requisiti. Ma c’è anche un aspetto legato alle difficoltà economiche in seguito alla pandemia, che fanno propendere per la stabilità di stipendio nelle famiglie. Infine, secondo il quotidiano, c’è il caso di opzione donna che essendo onerosa, fa rinunciare e aspettare la soglia di vecchiaia dei 67 anni o i 42 anni di contributi che possano dare la pensione piena.

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Tra le regioni con le percentuali più alte rispetto a un anno fa ecco il Veneto (-40%), la Sardegna (-39%) e le Marche (-38%) mentre a livello di numeri si registra il -1874 della Lombardia e il -1373 della Sicilia.

75mila cattedre da coprire, ma come?

Da qui si aprono le stime di assunzioni per la prossima estate. Alle circa 50mila cattedre scoperte dall’inizio dell’anno scorso, si aggiungono i circa 24mila pensionamenti andando così a formare il numero di 75mila docenti da assumere quest’estate. Ma come assumerli? I concorsi ordinari che si stanno svolgendo stanno registrando un numero alto di bocciati (prove molto difficili). Le cifre parlano di 31mila promossi su 107mila domande presentate per i posti di infanzia e primaria e di percentuali fino al 90% di bocciati per la secondaria.