Home Attualità Per alcuni prof di religione l’omosessualità è una malattia

Per alcuni prof di religione l’omosessualità è una malattia

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Deve essere una deformazione professionale quella di alcuni docenti di religione, quando parlano di omosessualità come se fosse una malattia. È accaduto un’altra volta ieri. Questa volta all’Istituto Superiore Pininfarina di Moncalieri, istituto già coinvolto dal recente scandalo di un docente che pagava gli studenti per fare sesso.
Dalle pagine della repubblica.it di Torino, apprendiamo che nell’ora di religione la prof ha tentato di convincere gli studenti che essere gay è un problema psicologico da cui è dimostrato scientificamente che si può guarire.
Ma questo non è un caso isolato, perché più volte è capitato che qualche docente di religione trattasse maldestramente il delicato tema dell’omosessualità. La lezione ha destato sconcerto tra gli alunni e le famiglie, che hanno sonoramente protestato. C’è da dire, come riportato dal sito della repubblica.it di Torino, che la docente è stata provocata dagli stessi alunni a parlare di omosessualità. Infatti all’entrata in classe della prof, un alunno alza la mano è pone una domanda scomoda: “Prof, ma lei che ne pensa tipo dei finocchi? Secondo lei sono normali?”.
La prof caduta nella provocazione si è lasciata andare a sue teorie personali, che hanno destato polemica e scatenato la protesta. La Curia torinese si dissocia dalle opinione della docente di religione, dicendo che non condivide le opinioni personali dell’insegnante. C’è da dire che per trattare temi così delicati, che afferiscono alla sfera personale di ogni individuo, bisognerebbe stare molto attenti, e poi pensiamo che ogni essere umano, così come è, senza veli di ipocrisia è sempre una creatura di Dio uguale a tutti gli altri. Questo ogni professore di religione, ma anche di qualsiasi altra disciplina, dovrebbe averlo chiarissimo in mente, e non dovrebbe mai dimenticarlo. Intanto il dirigente scolastico della scuola di Moncalieri ha attivato un’indagine interna ed ha dichiarato: “Invitare all’odio nei confronti degli orientamenti sessuali, politici o delle origini non fa parte dei principi che insegniamo”.
Si parla anche, in caso di accertamento di colpe da parte del docente, di provvedimenti disciplinari che potrebbero essere presi da parte della scuola o dell’ufficio scolastico regionale. La vicenda ha aperto una vivace discussione tra docenti, alunni e l’opinione pubblica, per cui è sorta una domanda interessante: “Se venisse approvata una legge sull’omofobia, vicende del genere potrebbero finire in tribunale con condanne penali?”. Una legge quella sull’omofobia che potrebbe costare il licenziamento a tutti quei docenti che pensano che essere omosessuali sia una malattia da curare. Purtroppo dobbiamo dire che tali insegnanti esistono anche se per fortuna sono una piccola minoranza.