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Per una reale riforma della scuola

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L’Italia scopre, solo ora, che la scuola è malata? Si, la scuola è malata di statalismo, di far finta di fare, di impiegati statali demotivati con docenti anonimi, senza alcun potere di decidere autonomamente contenuti e tipo di pedagogia da applicare in classe.

Il Docente non è più un elaboratore-trasmettitore di conoscenze, ma è semplicemente un facilitatore di saperi superati, non spendibili e poco noti ai genitori, ai colleghi e al preside, forse lo sa qualcuno del personale ausiliario o Ata (Assistenti, tecnici ed amministrativi). La Ministra, in risposta ai nuovi casi di insulti dei discenti ai propri docenti, minaccia bocciature dei primi ed assoluzione con lode dei secondi, anzi li fa quasi martiri. In un video un ragazzo con un casco fa finta di dare una testata al prof. in cattedra. Altre immagini mostrano scene di prepotenza contro i docenti e si sentono studenti che imprecano e bestemmiano.

I video sono stati tutti acquisiti dalla polizia postale dopo che lo stesso preside aveva denunciato la loro presenza in rete senza che i volti dei minorenni fossero stati oscurati come prevede la legge. Ma allora qual’è la soluzione a questa grave situazione? Io non la conosco, ma ipotizzo, sulla base degli studi e dell’esperienza acquisita sul campo, che questa scuola va riformata dalle fondamenta. Eccome? Intanto dando più potere decisionale ai docenti e svincolare il 75% di corresponsabilità con il consiglio di classe e con il collegio docenti e con la presidenza. Dare ad ogni singolo professore il potere di inviare a casa dell’iscritto o anche prima il programma che si intende svolgere e la pedagogia da utilizzare per realizzarlo. A fine anno si invia quello realmente svolto e la valutazione data al Discente: i genitori devono sapere dal Docente, non dal preside o dai suoi colleghi docenti, cosa ha studiato e che profitto ha conseguito il figlio affidato a quel docente di quella scuola.

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Quando un prof. chiede il trasferimento ad altra scuola c’è bisogno del gradimento della nuova scuola e di una valutazione curricolare che fa punteggio. Eliminare il POF attuale, frutto spesso di scopiazzature da scuola a scuola e quasi mai originale. Eliminare i collaboratori scelti dal preside e le varie prebende ed esenzioni di insegnamento, così anche le funzioni obiettivo attuali.

Introdurre il gradimento o scelta del Docente da parte dei genitori oppure degli studenti maggiorenni. Il Docente che ha più iscritti verrà pagato meglio di almeno il 35% in più degli altri. Il Docente può negoziare il proprio salario con la Dirigenza sulla base di un curriculum che verrà valutato sulla base di una Legge parlamentare. Aumentare le tasse d’iscrizione degli utenti, per un valore pari al 25% della spesa individuale del bilancio della scuola. Tale nuova tassazione deve essere variabili da scuola a scuola fino ad un massimo del 40%. Quadruplicare le attuali borse di studio per numero e valore economico sulla base soprattutto del merito.

I Dirigenti scolastici devono insegnare per almeno metà ore del Docente ed essere affiancati, nella dirigenza scolastica, solo da personale specializzato in Pedagogia e pagato, a parte, dai genitori dal fondo delle tasse d’iscrizione. I concorsi a Dirigente scolastico devono essere quinquennali e la licenziabilità affidata non agli ispettori ministeriali, ma ad un comitato di Pedagogisti regionali che valutano tutti i casi di gravi negligenze ed imperizie.

Ridurre il personale ausiliario delle scuole del 70% di quello attuale e privatizzare il 20% del restante. Dare più contributi alle scuole non statali serie e permettere il passaggio dei docenti da scuole statali a non statali. Non permettere più ai proff. di religione di passare di ruolo in altre discipline. Gli esami terminali delle scuole medie superiori si dovranno fare con commissione esterna e solo il presidente interno che è il Dirigente. Nessun prof. deve passare in ruolo se ha più di 38 anni e nessuno può avere più di 2 anni di precariato.

Il titolo di dottore, a scuola, deve essere usato da tutti i Docenti, che lo hanno conseguito, e non solo dai Dirigenti scolastici, come avviene oggi. Tra personale docente ed ausiliario il salario deve essere almeno due volte differente e non come oggi quasi uguale anche per colpe sindacali. I Sindacati devono restituire a fine anno finanziario gli avanzi di bilancio ai tesserati della scuola.

Giuseppe Pace