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Persecuzione ebraica: 60 anni dopo

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Nel 1938, in pochi mesi, l’Italia diventa ufficialmente un paese razzista; le prime avvisaglie si hanno il 14 luglio di quell’anno, quando il "Manifesto degli scienziati razzisti" firmato da dieci docenti universitari viene pubblicato dal "Giornale d’Italia"; il processo si conclude nel mese di dicembre quando Camera e Senato approvano definitivamente il Testo unico delle norme per la difesa della razza nella scuola italiana.
E’ una delle pagine peggiori della storia italiana di questo secolo, tanto che, ricordandola, il presidente della Repubblica Scalfaro ebbe a dichiarare: "Sono passati 60 anni, ma la vergogna rimane".
Grazie anche alle sollecitazioni contenute nella C.M. n. 411 del 9.10.98, a questo triste sessantesimo anniversario, molte iniziative sono state dedicate nelle scuole italiane durante 1998/99.
Ora, al termine dell’anno scolastico, giunge anche la pubblicazione di un utilissimo numero monografico (il n. 5/6 del 1998) della rivista "Annali della Pubblica Istruzione" che si segnala soprattutto per la parte documentaria che raccoglie fonti storiche di estremo interesse:
– il già citato "Manifesto degli scienziati razzisti"
– la "Dichiarazione sulla razza" del Gran Consiglio del Fascismo
– i Decreti legge del 1938 dai quali ebbe inizio la persecuzione antiebraica
– le circolari e gli altri atti amministrativi che in molti casi appesantivano ulteriornente le già severe disposizioni di legge
– gli elenchi dei docenti universitari, dei presidi e degli insegnanti che vennero allontanati per motivi razziali.
Lungi dal voler rappresentare unicamente un’occasione di rievocazione, il numero della rivista offre invece un materiale didattico di estremo interesse che consente di "fare storia" in modo vivo e documentato.

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