Più vaccinazioni per docenti, Ata e studenti per riaprire in sicurezza a settembre, ma non mancano le proteste

CONDIVIDI
  • Credion

Siamo quasi alla fine di luglio e a quanto pare ci si sta accorgendo ora che l’inizio del nuovo anno scolastico non è lontano e che, se si vuole incrementare in qualche modo il numero delle persone vaccinate sia fra i docenti sia fra gli studenti, è necessario fare in fretta.
Il punto, però, è che al momento attuale non disponiamo di dati sicuri: da diversi giorni si parla di 200mila fra docenti e Ata non ancora vaccinati, ma per la verità molti pensano che questo dato sia sovrastimato.
E’ probabile, per esempio, che il numero riguardi solo o prevalentemente il personale con incarico a tempo determinato che magari a settembre non sarà neppure in servizio.

Negli ultimi giorni il dibattito sul tema della vaccinazione si è incentrato tutto sul dilemma: obbligo o non obbligo?
Spinge per l’obbligo vaccinale docenti Licia Ronzulli, senatrice di Forza Italia, che ha presentato un disegno di legge in tal senso e afferma: “Non possiamo permettere che delle sacche di resistenza compromettano il regolare svolgimento anche del prossimo anno scolastico”

Più cauta la sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia (M5S) che dichiara: “Un’alta percentuale di personale scolastico vaccinato rappresenta un tassello fondamentale nella strategia per la riapertura in presenza del prossimo anno scolastico“.
E aggiunge anche: “Per quanto riguarda l’obbligo vaccinale per i docenti non è il Ministero dell’Istruzione a poter stabilire una cosa del genere, ci atterremo come sempre alle indicazioni del comitato tecnico scientifico e del Ministero della Salute. Personalmente non ritengo l’obbligo vaccinale per la scuola una soluzione strettamente necessaria”.

Icotea

L’altro sottosegretario Rossano Sasso della Lega sembra decisamente contrario: “E’ assolutamente inutile ed inopportuno pensare all’obbligo vaccinale per i lavoratori della scuola mentre è semplicemente da folli applicare questa ipotesi agli studenti”, anche perché “entro la fine di settembre il 90 per cento degli insegnanti sarà vaccinato”

Chi contrasta l’ipotesi dell’obbligo vaccinale fa anche osservare che il Garante per la Privacy si è già espresso chiaramente sulla materia; ma su questo è bene fare chiarezza: il Garante, per la verità, si è limitato a rimarcare che i datori di lavoro pubblici e privati non possono trattare i dati dei propri dipendenti relativi alle vaccinazioni.
Inoltre va anche detto che la legge sulla Privacy prevede che le pubbliche amministrazioni non possano trattare i dati sensibili di dipendenti e altri soggetti se questo non è esplicitamente previsto da una specifica norma di legge.
Ma se il Parlamento adottasse una norma in tal senso il divieto cesserebbe di esistere.
C’è anche chi sostiene che la vaccinazione obbligatoria sarebbe incostituzionale, ma la questione appare decisamente più complessa.
L’articolo 32 della Costituzione, infatti, recita testualmente che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”.
In altre parole la Costituzione non vieta i trattamenti sanitari obbligatori (tra cui anche le vaccinazioni), ma si limita a stabilire che devono essere espressamente previsti da una disposizione di legge.