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Prof assente 20 anni su 24, un’ex alunna: “Metteva a tutti 9 e 10 per evitare guai e parlava di tribunali che la perseguitavano”

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Si continua a parlare del caso della professoressa in servizio a Chioggia destituita dall’insegnamento dalla Cassazione per inettitudine che sarebbe stata assente dal lavoro per ben 20 anni su 24 e, nei pochi periodi di lezione effettiva, avrebbe usato dei metodi didattici discutibili.

A parlare, ai microfoni de La Repubblica, è stata un’altra ex alunna della professoressa, oggi universitaria 22enne, che ha fornito ulteriori dettagli su quanto accadeva in classe. “È stata la mia professoressa di filosofia al terzo anno di liceo, ma non l’avrò vista più di dieci volte”, ha esordito.

“Non ha mai avuto continuità: veniva qualche giorno e poi prendeva lunghi periodi di malattia. Abbiamo cambiato diversi supplenti o, a volte, ci facevano uscire prima da scuola. Eravamo adolescenti e non ci ponevano troppe domande, però, quando chiedevamo agli altri docenti, ci dicevano che mandava certificati di malattia e stava a casa per motivi di salute”, ha aggiunto.

Ed ecco le stranezze, già documentate ieri da un’altra ex alunna: “Non ha mai seguito il programma didattico, non spiegava, non aveva neppure i libri di testo. Trascorreva le ore di lezione a parlare di tribunali che la perseguitavano in quanto ce l’avevano con lei, ma ribadiva che avrebbe portato avanti la sua verità”.

E gli altri insegnanti? “Abbiamo coinvolto gli altri docenti che erano a conoscenza delle sue assenze e del suo comportamento in classe, ma sembravano quasi rassegnati, nessuno prendeva la situazione in mano. Altre classi andarono a reclamare anche dal preside e, forse, proprio in quell’occasione arrivò un’ispezione a scuola. Concluso il mio terzo anno di liceo, infatti, nella mia classe arrivò un altro professore di filosofia”, ha spiegato.

“Non ha mai instaurato un rapporto con noi, non ne aveva neanche il tempo, tanto che, spesso, sbagliava i nostri nomi perché nemmeno ci conosceva. Poi dava i voti a caso, le poche interrogazioni erano campate in aria: non ci spiegava nessun autore di filosofia, ma magicamente prendevamo tutti 9 e 10. Ci metteva voti alti per evitare che potessimo lamentarci e magari segnalarla al preside. Immagino si sentisse in difetto e cercasse di tutelarsi così”, questo il modus operandi della prof.

E, sull’annuncio dato dalla prof a proposito della sua difesa: “È sconvolgente leggere che continua a difendersi, quando invece è visibilmente nel torto e lo sappiamo tutti”, ha concluso la ragazza.

Presenza a scuola episodica

Come ha fatto la docente a collezionare così tante assenze? La prof, 56 anni, originaria di Reggio Calabria, vince un concorso e diventa docente di ruolo alle superiori nel 2001. Da lì passa prima per un istituto magistrale di Polistena, poi per un liceo a Dolo (Venezia) e infine sbarca in un liceo di Chioggia (sempre Venezia), passando per una scuola di Trieste. Trasferimenti e assegnazioni provvisorie annuali, anche per via della sicurezza personale del suo convivente, ufficiale della Guardia di Finanza.

Ebbene, nei vent’anni che vanno dal primo settembre del 2001 al 30 giugno del 2021 la prof colleziona 67 certificati di assenza per malattia che la portano lontano dalla cattedra, si legge anche nella sentenza della Cassazione, da 40 a 180 giorni l’anno, interrotti solo da piccole pause. E ancora: 2 assenze per infortuni sul lavoro, 16 permessi per motivi personali, 3 interdizioni dal lavoro per tutela della salute, i congedi di maternità e allattamento, alcune assenze per malattia del bimbo piccolo, 7 periodi di congedi parentali retribuiti, 24 congedi e permessi per assistere familiari portatori di handicap gravi, 5 esoneri giornalieri per la partecipazione a corsi di aggiornamento e formazione.

Più di cento giustificazioni in totale elencate nel suo curriculum giuridico agli atti del ministero. Che collegate alla sospensione delle lezioni, tra festività, ferie natalizie ed estive, hanno ridotto l’attività didattica di una lunga carriera a un gruzzoletto di insegnamenti di circa quattro anni. Giudicati, per di più, “improvvisati”, “disattenti”, “carenti”, “imprecisi”, “casuali”. “Assenze abnormi”, scrive la Corte, che pure non determinano la destituzione della prof perché legittimamente presentate e accertate.