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Reclutamento docenti, Pittoni (Lega): “prioritario non il concorso, ma il percorso di abilitazione”

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Ancora polemiche sul nuovo meccanismo di reclutamento docenti indicato nel decreto legge 36. In questo momento il Dl è all’esame delle commissioni I e VII del Senato in vista della sua conversione in legge.

I vari punti ancora non risolti sono alcuni dei motivi (assieme al rinnovo del contratto con poche risorse) che hanno portato i sindacati allo sciopero il prossimo 30 maggio.

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A tal riguardo, si è espresso il senatore Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e vicepresidente della commissione Cultura a Palazzo Madama che ha dichiarato: “Nella fase transitoria del nuovo meccanismo di reclutamento dei docenti, va invertito l’ordine dei fattori indicato dal decreto legge 36. Prioritario non sia il concorso, ma la disponibilità di percorsi formativi abilitanti all’insegnamento senza numero chiuso e senza dover prima superare l’ennesima selezione, e l’accesso diretto ai corsi di specializzazione sul sostegno con tre annualità di esperienza specifica (attualmente oltre un docente di sostegno su tre non è specializzato)”.

Il senatore, in particolare, nella nota sul dl 36 trasmessa al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che anticipa le principali proposte emendative leghiste elenca le categorie interessate ai percorsi abilitanti:

1) Docenti precari che insegnano nella scuola statale (seconda fascia Gps), nelle paritarie (per carenza di docenti forniti di abilitazione) e nei centri IeFP, con anzianità di servizio pari o superiore a tre anni;

2) Docenti di ruolo, cosiddetti “ingabbiati”, cui è attualmente sottratta la possibilità di conseguire l’abilitazione all’insegnamento per una classe di concorso diversa e/o per un diverso grado di istruzione pur possedendo il titolo di studio idoneo (il conseguimento dell’abilitazione è condizione imprescindibile per partecipare alla mobilità professionale prevista dal CCNL di categoria);

3) Dottori e dottorandi di ricerca, cui va riconosciuto il valore esperienziale del percorso di dottorato, ribadendo parallelamente l’importanza di frequentare e superare uno specifico percorso formativo dedicato all’insegnamento nella scuola secondaria.