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Recovery Plan: fondi per nidi, formazione docenti e istruzione professionale; escluse le “classi pollaio”

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Il 17% delle risorse del Recovery Plan sarà destinato a istruzione e ricerca: è quanto si ricava dai primi dati disponibili sul maxi piano per il rilancio del Paese che nella giornata del 23 aprile sarà approvato dal Consiglio dei Ministri.
Come abbiamo già annunciato di tratta di poco meno di 32 miliardi di cui però si attende l’esatta ripartizione.


Per ora si conoscono le voci dell’intero “paniere” ma non si sa ancora con precisione quale somma sarà destinata a ciascuna di esse.
Una delle voci più importanti riguarda asili nido, scuole e servizi per l’infanzia.
Subito dopo ci sono gli interventi per il cablaggio delle aule e per l’innovazione digitale.
Altro aspetto significativo: la formazione degli insegnanti e il rafforzamento delle discipline STEM.
Ma si parla anche di risanamento strutturale degli edifici scolastici e del rafforzamento dell’istruzione professionalizzante.
Il fondo prevede anche stanziamenti per il sistema universitario e per la ricerca.
Non si parla invece di finanziamenti destinati a ridurre il numero degli alunni per classe o al miglioramento del trattamento economico del personale scolastico: queste, infatti, sono voci difficilmente finanziabili con fondi europei (esistono in proposito regole piuttosto preciso a livello comunitario) e dovranno trovare copertura attraverso le leggi di bilancio ordinarie.

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