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Riapertura scuole, alle superiori la mascherina va sempre indossata

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Il Comitato Tecnico Scientifico spinge per far indossare la mascherina in classe agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Ma le Regioni storcono il naso. Il ritorno a scuola potrebbe anche prevedere un’autocertifcazione da parte degli studenti, secondo l’Anp.

Mascherina sempre indossata. Come all’Università

E’ in programma infatti nelle prossime ore una riunione del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile che affronterà proprio questo tema.

L’idea è quella di equiparare gli studenti di scuola superiore con quelli universitari, propendendo quindi per un uso esteso e continuo della mascherina in classe, anche durante le lezioni.

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Obbligo che non sarebbe invece previsto per gli alunni di scuola secondaria di primo grado e per quelli della primaria: in caso di distanziamento di almeno un metro, gli alunni di questa fascia potrebbero fare a meno della mascherina quando sono seduti al proprio banco.

Su questo tema però, nei giorni scorsi, le Regioni sono sembrate categoriche nel voler rigettare la proposta degli esperti e permettere di abbassare la mascherina al banco per tutti gli studenti. Posizione rigida da parte del Veneto, ma anche le altre non si sono mai dette favorevoli a questa misura

L’Anp propone autocertificazione per gli studenti

A proposito di studenti, proprio nelle ultime ore è arrivata la proposta da parte dell’associazione nazionale presidi: far presentare agli studenti un’autocertificazione per il ritorno a scuola: “Sarebbe una buona idea quella di far sottoscrivere- in vista dell’inizio dell’anno scolastico- delle autocertificazioni ai genitori, per i ragazzi minorenni, come quelle già distribuite negli aeroporti. Ed è in linea con tutte le precauzioni prese a livello nazionale“, afferma Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi (Anp).

Lo steso numero uno dell’Anp parla anche della somministrazione di test sierologici, estesi su base volontaria, anche ai ragazzi: “Siamo favorevoli allo screening degli studenti. Credo però che non ci siano sufficienti risorse per effettuarli a tappeto, considerando che sono 8,5 milioni“.  

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