Home Attualità Riaperture 26 aprile, Crisanti e Galli contrari: “Non ci sono le condizioni”

Riaperture 26 aprile, Crisanti e Galli contrari: “Non ci sono le condizioni”

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“Stiamo trovando la soluzione che peggiora la situazione”. Non usa giri di parole il microbiologo dell’università di Padova Andrea Crisanti sulle riaperture decise dal governo. Una scelta che non convince affatto il professore che ha spiegato il suo pensiero a ‘Cartabianca’, su Rai 3: “Sappiamo perfettamente che aprendo in questo modo aumenterà il contagio e sicuramente avremo più morti. Gran parte delle persone a rischio e vulnerabili ancora non sono vaccinate. Se i ristori non sono adeguati allora bisogna risolvere il problema dei ristori, non delle aperture”.

Crisanti fa poi un confronto con gli altri Paesi europei: “mi chiedo perchè in Inghilterra dove hanno fatto quattro mesi di chiusura durissima, nessuno si è lamentato. In Spagna la situazione non è così positiva, a Madrid ci sono 350 casi ogni 100mila abitanti. La Germania ha tenuto le scuole più aperte rispetto all’Italia ed ha un livello di industrializzazione molto elevato.

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Sulla falsariga di Crisanti anche l’infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano Massimo Galli: “continuo a trovare pericolosa un’affermazione come quella appunto di dire ‘apriamo perché è un rischio calcolato, se avessi dovuto aprire in base ai calcoli non avresti aperto”.

Anche il professor Galli fa un confronto con gli inglesi e le loro dure restrizioni: “Stanno riaprendo con grandi dubbi e grandi cautele, vaccinando oltre il 60% della popolazione. Noi siamo al 25%, non c’è paragone.avrei voluto aperture più dosate, magari dal 15 maggio. La gente è stufa e vuole tornare a lavorare, ma tanti nonni dei bambini che tornano a scuola non hanno ricevuto il vaccino”.

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