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Rientro a scuola. Niente più voto alla primaria [INTERVISTA]

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Con il rientro a scuola ritorna il tema della valutazione sul quale negli ultimi mesi dello scorso anno scolastico si è concentrato l’interesse di molti insegnanti.
Il problema, ovviamente, si presente in modo diverso a seconda del diverso ordine di scuola e quindi non è possibile generalizzare più di tanto.
Nella secondaria di secondo grado, per esempio, una certa “dose” di valutazione sommativa può essere consentita, mentre nella scuola di base (e nella primaria in particolare) la valutazione dovrebbe essere quasi esclusivamente formativa e cioè finalizzata a migliorare i risultati dell’apprendimento e le modalità dell’insegnamento.
Non va poi trascurata la possibilità di promuovere la pratica della autovalutazione, fin dalla scuola primaria anche per favorire negli alunni una maggior consapevolezza dei propri processi di apprendimento.

Nella scuola primaria, è bene ricordarlo, con il nuovo anno scolastico entra in vigore la nuova norma contenuta nella legge 41 del 6 giugno scorso secondo cui “dall’anno scolastico 2020/2021, la valutazione finale degli apprendimenti degli alunni delle classi della scuola primaria, per ciascuna delle discipline di studio previste dalle indicazioni nazionali per il curricolo è espressa attraverso un giudizio descrittivo riportato nel documento di valutazione e riferito a differenti livelli di apprendimento, secondo termini e modalità definiti con ordinanza del Ministro dell’istruzione”.

Su questi e altri problemi abbiamo intervistato Enrico Bottero, pedagogista, e Sonia Sorgato, insegnante di scuola primaria, entrambi formatori ed esperti sui problemi della valutazione nella scuola di base.

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