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Rientro a settembre, 50.000 docenti e ATA in più (ma a tempo determinato)

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Nel corso della conferenza stampa da Palazzo Chigi per la presentazione del Piano Scuola 2020-2021, la Ministra Azzolina ha illustrato i punti salienti delle Linee guida approvate oggi in Conferenza Unificata.

Nel parlare della necessità di reperire nuovi spazi per poter garantire il prescritto distanziamento di un metro, la Azzolina ha sottolineato come questo richiederà l’aumento anche del personale.

Con le somme stanziate, tra cui un ulteriore miliardo previsto per il “Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19”, sarà possibile assumere fino a 50 mila unità, tra docenti e personale ATA.

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Si tratterà di assunzioni a tempo determinato, che andranno ad aggiungersi alle immissioni in ruolo necessarie per coprire i posti lasciati vacanti dai pensionamenti e alle assunzioni che seguiranno i prossimi concorsi.

Sull’ulteriore miliardo: commento della FLC CGIL

Finalmente e con gravissimo ritardo la Ministra Azzolina e il Governo sembrano aver cominciato a comprendere quel che stiamo predicando da mesi: la scuola, per ripartire, ha bisogno di investimenti, di risorse nuove per garantire spazi, organico, tempo scuola e scongiurare il ricorso alla didattica a distanza. Alla necessità di investimenti d’altronde, hanno sempre fatto riferimento in questi mesi segnati dall’emergenza sanitaria, le regioni, i comuni, il Comitato tecnico scientifico e la stessa task force ministeriale.

L’ulteriore miliardo di euro che il governo ha intenzione di stanziare è dunque un passo in avanti. Non possiamo fare a meno di sottolineare che la richiesta di fondi dedicati all’istruzione è stata una costante della nostra azione andata via via intensificandosi nei giorni dell’emergenza sanitaria fino ad arrivare alla proclamazione dello sciopero dell’8 giugno e alla mobilitazione di ieri che ci ha visto in piazza in tutta Italia con genitori, studenti e società civile.

Questo miliardo è importante, e riteniamo debba essere completamente investito in organici e infrastrutture. Dobbiamo avere tuttavia il senso delle proporzioni: è un passo nella giusta direzione ma non basta.

La scuola non deve fermarsi al contrasto dell’emergenza determinata dal Coronavirus; deve uscire dall’emergenza in cui è stata precipitata dai tagli al tempo scuola, all’organico, alla didattica iniziata con i governi del 2008 e proseguita fino ai nostri giorni. Occorre un investimento pluriennale di un punto di Prodotto interno lordo che eguagli quello della media dei Paesi OCSE.

Senza scuola non c’è futuro – ripetono tutti – ma senza i passi concreti che stiamo indicando e che abbiamo riportato nel documento consegnato alla Ministra Azzolina nell’incontro del 24 giugno quelle parole sono destinate a rimanere pura propaganda“.

Taglio al cuneo fiscale

Novità in arrivo anche sul piano stipendiale: infatti, lo ha ricordato la Ministra, con il taglio al cuneo fiscale, non solo dalla mensilità di luglio 2020 gli stipendi che non superano i 28.000 euro annui saranno incrementati di una somma a titolo di trattamento integrativo pari a 600 euro nel 2020 e di 1.200 a decorrere dal 2021, ma fino al 31 dicembre 2020 spetterà un’ulteriore detrazione fiscale per redditi di lavoro dipendente e assimilati, di importo decrescente, a beneficio di titolari di redditi complessivi fino a 40.000 euro annui. Il personale della scuola potrà così avere un incremento dello stipendi tra gli 80 e i 100 euro mensili.

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