Ernesto Galli della Loggia, storico e giornalista, ha affrontato sulle pagine del Corriere della Sera il tema delle nuove Indicazioni Nazionali per la storia volute dal ministro Valditara. Le sue parole rappresentano una difesa e una riflessione sulle critiche mosse al lavoro svolto dal gruppo di esperti coinvolti.
Secondo Galli della Loggia, è triste constatare come in Italia ogni iniziativa proveniente da un governo di destra venga etichettata aprioristicamente come “reazionaria”, “nostalgica” o “propagandistica”. In alcuni casi, si è arrivati a sostenere che il lavoro del gruppo punti a formare “futuri elettori sovranisti”. Questo tipo di furore ideologico, afferma, non aiuta certo a migliorare il dibattito sull’istruzione, un ambito che richiede invece lucidità e pragmatismo.
È indubbio, prosegue lo storico, che la scuola italiana versi in una situazione drammatica. Piuttosto che limitarsi a demonizzare ogni proposta, sarebbe utile analizzare i problemi reali e avanzare soluzioni concrete, tenendo conto delle difficoltà strutturali che il nostro sistema scolastico affronta.
Galli della Loggia risponde poi alle due principali obiezioni sollevate contro le nuove linee guida:
Lo storico sottolinea che è irrealistico pensare che bambini di 8 anni o ragazzi di 15 possano padroneggiare, con il giusto livello di comprensione, temi che spaziano dalla Cina imperiale ai regni africani. La storia deve essere insegnata in modo selettivo e strutturato, privilegiando connessioni e profondità, non una sterile collezione di nozioni.
Galli della Loggia conclude ribadendo che le critiche, se fondate e costruttive, sono sempre benvenute. Tuttavia, è fondamentale che siano basate su un’analisi seria e non su pregiudizi, per poter davvero migliorare la scuola.