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Robotica educativa per favorire verticalità e interdisciplinarità

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Un robot è formato essenzialmente da tre parti, che corrispondono in linee generali ad altrettanti parti e funzioni dell’essere umano:

  • Computer e Software → Cervello
  • Motori e Telaio → Muscoli e Scheletro
  • Sensori → Organi di Senso

Il computer e il software elaborano le informazioni fornite dai sensori per prendere decisioni e far muovere i motori. I sensori possono essere di vari tipi (contatto, suono, distanza, colore, giroscopico…) e si trovano in molti sistemi di uso quotidiano: ad esempio in auto per evitare ostacoli, o in giardino per far accendere le luci al crepuscolo.

Dal robot si arriva alla robotica educativa. Con robotica educativa si intende un approccio all’insegnamento che metta in relazione la didattica con l’utilizzo di robot. Si tratta quindi non di un’educazione alla robotica ma un’educazione attraverso la robotica.

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È l’utilizzo dei robot per rendere più efficace e meno pesante l’apprendimento di determinate discipline dove c’è bisogno di particolare attenzione: scienze, tecnologia, ingegneria e matematica.

La robotica educativa stimola lo sviluppo del pensiero computazionale, ovvero quell’attitudine mentale, un processo mentale che consente di risolvere problemi di varia natura seguendo metodi e strumenti specifici. In poche parole è la capacità di risolvere un problema pianificando una strategia.

Potrebbe essere interessante e innovativo se in ogni scuola fosse introdotta questa nuova dimensione d’insegnamento perché porterebbe giovamento a molte cose.

La robotica educativa può favorire un’azione di innovazione curricolare agendo su due assi ben precisi: la verticalità e l’interdisciplinarità.

Nel primo caso, l’uso di mediatori robotici e di attività di coding crea delle occasioni di progettazione didattica da parte degli insegnanti in continuità e su più livelli scolastici, determinando in questo modo anche il coinvolgimento degli studenti di età diverse.

Nel secondo caso, oltre a favorire gli apprendimenti legati ad una singola disciplina, si possono creare occasioni di progettazione didattica condivisa fra più docenti, anche di discipline diverse, favorendo quindi una didattica multidisciplinare.