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Saggi brevi o bravi saggi?

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I dieci saggi voluti dal Presidente Napolitano, per tentare di sbloccare l’impasse politica uscita dalle urne del 24 e 25 febbraio scorsi, hanno elaborato un documento in cui emergono, attraverso un’agenda politica, le possibili linee guida da adottare in caso si dovesse trovare un accordo parlamentare per formare un governo.
In questo documento si scorgono dei saggi brevi riguardanti la scuola e il mondo della conoscenza. Tra i consigli appuntati dai bravi saggi, qui documentati, troviamo il miglioramento della performance dei sistemi di istruzione e formazione.
Per i saggi, è noi siamo completamente d’accordo, investire in istruzione e conoscenza è fondamentale per assicurare nel medio termine una crescita economica in grado di riassorbire la disoccupazione e la sottoccupazione di cui è afflitto il nostro Paese. D’altra parte, la formazione si interseca strettamente con ricerca, innovazione e sviluppo: di conseguenza, la sua efficienza dipende dalla rapida connessione di tutti questi elementi e, dunque, dalla capacità del nostro Paese di rendere quanto più “corta” possibile questa filiera. Le tematiche che riguardano la scuola, hanno, all’interno del documento redatto dai bravi saggi, un ruolo centrale, in quanto rappresentano la soluzione dei problemi economico-sociali del nostro Paese. Vengono proposti modi per contrastare il grave fenomeno dell’abbandono scolastico e sostenere il diritto allo studio. Vengono suggerite misure per promuovere la digitalizzazione delle scuole e la cultura dei “dati aperti”.
Nel documento si tratta, come se fosse un saggio breve, l’annoso problema dell’abbandono scolastico. Si evidenzia infatti che in Italia l’abbandono precoce della scuola è assai più diffuso che nel resto d’Europa: nel 2011 il 18,2 per cento dei giovani non ha completato il percorso di studi secondario, contro una media europea del 13,5 per cento: tra gli stranieri la percentuale è vicina al 45 per cento. Se non invertita, questa tendenza farà sì che, nella migliore delle ipotesi, la futura forza lavoro non avrà le competenze minime richieste da processi produttivi in rapida evoluzione; nella peggiore, genererà emarginazione e rischi per la sicurezza in numerose aree, specialmente nelle grandi città.
Quali potrebbero essere gli strumenti per contrastare l’abbandono scolastico? Per i bravi saggi lo strumento di contrasto all’abbandono potrebbe essere il prolungamento della scuola al pomeriggio negli anni del primo ciclo. Un ritorno al tempo pieno abolito dalla politica di tagli all’istruzione di questi ultimi anni. In queste ore di prolungamento si prevede di svolgere attività didattiche alternative che puntano ad apprendimenti cooperativi, tipici delle attività sociali.
Per i casi ad alto rischio abbandono, si punta molto sulle competenze base, tipo la comprensione dei testi e le competenze logico-matematiche. Visto il documento dei bravi saggi, le domande che ci poniamo sono le seguenti: “c’era proprio bisogno di questi bravi saggi per comprendere l’importanza dell’investire risorse economiche sulla scuola?”; e poi: “i saggi brevi” inseriti nel su citato documento verrano mai portati avanti da questa mediocre politica?”.