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Scompare Bianca Garavelli: dantista, filologa, critica letteraria, scrittrice

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Dalla prof Marinella Fiume, già docente di latino e italiano, nonché scrittrice e divulgatrice culturale, riceviamo un commosso ricordo di Bianca Garavelli, scomparsa ieri, all’età di 63 anni: insegnante e nota nel mondo della cultura, del giornalismo, della ricerca filologica, degli studi danteschi.

È mancata prematuramente nelle prime ore della mattinata del 29 dicembre scorso, a Vigevano, la città dov’era nata nel 1958, Bianca Garavelli, insegnante, ricercatrice, filologa dal robusto background culturale, critica letteraria, giornalista (per il mensile “Letture”  ha curato per molti anni la rubrica dei libri tascabili e scriveva tuttora per il quotidiano “Avvenire”). 

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Divulgatrice di rango, dantista raffinata e una delle voci più importanti della critica dantesca, nota per gli importanti contributi nello studio del Poeta che le avrebbe meritato senz’altro una cattedra universitaria; curatrice di prestigiose edizioni della Divina Commedia, in lei si univano mirabilmente la ricerca  scientifica e la capacità di divulgazione – come testimonia anche il suo ultimo libro, “Dante. Così lontano, così vicino”, pubblicato a settembre da Giunti, quasi la summa di una vita di studi danteschi, che testimonia ancora una volta la sua capacità di avvicinare al sommo poeta i lettori più vari e di coniugare competenza scientifica e comunicazione accattivante.

Bianca Garavelli, Marinella Fiume, Fulvia Toscano a NaxosLegge

Nel libro viene tratteggiato, infatti, il profilo di un uomo capace di andare oltre il proprio tempo (anche con una particolare valorizzazione della femminilità, tema a cui Bianca era molto attenta), per giungere sino a noi e aiutarci a comprendere il nostro stesso presente. Era infatti fermamente convinta Bianca del valore esistenziale della Divina Commedia, perciò opera sempre attuale. Era stata allieva di Maria Corti all’Università di Pavia e prima con lei e poi in proprioallestì un importante commento alla Divina Commedia pubblicato da Bompiani e da Rizzoli, che ha avuto buona fortuna scolastica.

Scrittrice e romanziera di grande qualità e originalità, ricordiamo la raccolta di liriche L’insonnia beata (Edizioni del Laboratorio 1988), il racconto per ragazzi  Il mistero di Gatta Bianca (Laterza 1999), i romanzi Beatrice (Moretti&Vitali 2002), Il passo della dea (Passigli 2005), Amore a Cape Town (Avagliano 2006), Le terzine perdute di Dante (Baldini&Castoldi 2012, nuova edizione Rizzoli-Bur 2021), Il dono della tigre (Giuliano Ladolfi Editore 2020), la raccolta di racconti L’oscurità degli angeli (Giuliano Ladolfi Editore 2013). 

È stato un onore per me averla conosciuta per aver presentato il suo romanzo “Le terzine perdute di Dante” a Giardini Naxos nell’ambito del festival Naxoslegge con Fulvia Toscano e da allora non esserci più lasciate. Ricordo di aver presentato allora questo suo romanzo con queste parole: “Il filone dei “romanzi danteschi” è ormai un vero e proprio genere letterario. Sono spesso thriller a sfondo esoterico, che hanno per protagonista Dante o che comunque prendono le mosse dalla sua vicenda oppure, da particolari aspetti della sua opera. In questa “corrente” si inserisce ora Bianca Garavelli con Le terzine perdute di Dante. Si tratta però di un libro di qualità molto diversa rispetto a quelli citati. E non solo, a mio parere, perché l’autrice è una delle massime studiose della Divina Commedia: curatrice di uno dei commenti del capolavoro dantesco che io stesso usai per i miei allievi di liceo (Bompiani Scuola).  

Assolutamente fuori luogo poi un confronto con i romanzi di Dan Brown dove l’esoterismo è furbescamente ridotto a bene di consumo, scivola nell’occultismo, e mescola magia e fascinazione. Tra Dan Brown e Bianca Garavelli passa la stessa differenza tra uno scrittore statunitense di thriller e una scrittrice italiana filologa dantista”. 

Può far discutere che la figura di Dante sia al centro di romanzi, ma credo che questo accada per il fatto che la biografia di Dante è documentata in modo imperfetto, presenta periodi bui e lacune testimoniali; inoltre per la conoscenza vulgata dell’opera di Dante ancora oggi presso ampi strati di pubblico grazie alla scuola; e ancora per la peculiarità della poesia di Dante che è poesia-profezia –apocalisse (ero allieva di Nicolò Mineo al liceo di Giarre ed ebbi l’onore di leggere in anteprima ancora in bozze pagine del suo saggio universitario Profetismo e apocalittica nella Divina Commedia…) il che allunga indefinitamente fino ai nostri giorni e oltre la validità del suo messaggio. E ancora questo ha a che fare con la visionarietà di Dante, il suo modo di conoscere e di viaggiare per i tre regni, il rapporto con figure di mistici e mistiche; il suo porsi il problema del rapporto tra scienza e fede, la qualità del dibattito medievale sulla scienza, le impressionanti anticipazioni sul magnetismo per esempio, sui rapporti tra filosofia e teologia, tra scienza e fede nel periodo storico e nell’ambiente per esempio dello studium parigino con cui Dante viene in qualche modo in contatto. 

Il messaggio più vero che Bianca ci ha trasmesso con il suo Dante è che davanti ai ripensamenti della Scienza, tocca alla letteratura, tocca alla poesia, tocca ancora e sempre a Dante dire l’ultima parola per tutti, e se c’è qualcuno in grado di salvare il mondo questi sarà chi permetterà la custodia dei libri eretici sotto tutte le persecuzioni. Come quello “Specchio delle anime semplici” della mistica Margherita Porete (1248-1310), arsa al rogo e con la quale Dante avrebbe potuto entrare in contatto nel suo esilio parigino. Il mondo lo salveranno le donne, eterne Beatrici, guide, protettrici, responsabili custodi di un sapere antico, trasmettitrici di saperi che passano di madre in figlia, tessitrici di tele come la nostra Bianca. 

Grazie del prezioso dono della tua amicizia, Bianca, della tua profonda cultura, del tuo garbo gentile e del tuo luminoso sorriso! Avresti avuto ancora tanto da dare, un’ironia della sorte che sia andata via proprio l’anno delle celebrazioni del tuo Dante per il settimo centenario della morte…                                                                                                                            Marinella Fiume