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Scuola Covid e figli in DaD, ecco come aiutare le madri che lavorano

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Figli in DaD: ecco come aiutare le madri. Come abbiamo raccontato in un precedente articolo il Decreto Ristori bis rilancia tutta una serie di misure per aiutare i genitori costretti a stare in casa per gestire i figli in DaD, a seguito di una quarantena o della sospensione della scuola in presenza come da direttiva ministeriale relativa alla zona rossa. In particolar modo, come più volte segnalato, sono le donne a fare le spese della sospensione dell’attività scolastica e sportiva dei figli.

Ma innazitutto ricordiamo cosa si è stabilito in fatto di scuola in relazione alle fasce di rischio.

Misure scuola zona gialla

  • Dad solo alle superiori,
  • Mascherina dai 6 anni in su e anche al banco,
  • Didattica in presenza per l’uso dei laboratori,
  • Didattica in presenza per alunni disabili o con BES,
  • Mensa aperta,
  • Uscite didattiche sospese

Misure scuola zona arancione

  • Dad solo alle superiori,
  • Mascherina dai 6 anni in su e anche al banco,
  • Didattica in presenza per l’uso dei laboratori,
  • Didattica in presenza per alunni disabili o con BES,
  • Mensa aperta,
  • Uscite didattiche sospese

Misure scuola zona rossa

  • Dad dalla seconda media,
  • Mascherina dai 6 anni in su e anche al banco,
  • Didattica in presenza per l’uso dei laboratori,
  • Didattica in presenza per alunni disabili o con BES,
  • Mensa aperta,
  • Uscite didattiche sospese

Da questa situazione, come dicevamo in apertura, che vede, specie nelle zone rosse, gli alunni in DaD già dalla seconda media, più penalizzate escono le donne.

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Le donne e il lavoro

Addirittura, da un servizio podcast del Sole 24 ore, rubrica Start, viene fuori che la nascita di un figlio può lasciare penalizzazioni che si protraggono nel tempo, non solo nell’anno del congedo ma anche nel lungo periodo.

Ecco le penalizzazioni delle madri secondo il servizio, che tiene conto di una stima Inps:

  • a 15 anni dalla maternità i salari lordi annui della lavoratrici madri sono di 5700 euro inferiori a quelli delle colleghe senza figli e rispetto al periodo pre nascita;
  • i salari settimanali sono inferiori di circa 29 euro;
  • le settimane retribuite in meno 11 all’anno.

Inoltre, ci racconta il podcast, tra donne con figli la percentuale dei contratti part time è il triplo rispetto alle colleghe senza figli, sulla base di un campione di oltre 180 mila episodi di congedi maternità nel settore privato.

Dunque quale sostegno economico per le famiglie i cui figli sono vincolati entro le mura domestiche?

Sostegno economico per famiglie

Il Bonus baby sitter è entrato in gioco a marzo col Decreto Cura Italia; poi rilanciato insieme a un’opzione alternativa, riguardante l’iscrizione ai centri estivi e ai servizi integrativi per l’infanzia per il periodo estivo; con il Decreto agosto, si è estesa la possibilità di usare il bonus per pagare i nonni.

Decreto Ristori Bis

Oggi il Decreto Ristori bis garantisce fino a 1000 euro per i ragazzi in zona rossa che siano impegnati in DaD.

Il bonus è destinato a genitori iscritti in gestione separata; attribuito a periodi alternati a entrambi i genitori, ma solo se il lavoro non si può svolgere in smart working e se in ogni caso non c’è un genitore benificiario di strumenti di sostegno al reddito in quanto privo di lavoro.

Beneficiari anche i genitori di figli con disabilità grave, iscritti a scuola o ospitati in centri di carattere assistenziale per i quali sia stata predisposta la chiusura.

Il decreto prevede l‘estensione dello smart working al lavoratore dipendente il cui figlio abbia meno di 16 anni (in precedenza il limite era 14 anni).

Inoltre sono previsti congedi straordinari in zone rosse per i genitori dipendenti che non possano lavorare in modalità agile e con figli in seconda o terza media. Il decreto Ristori bis prevede in questi casi che un genitore alla volta possa astenersi dal lavoro per la durata della DaD.

Lo stesso si dica per i genitori di figli con disabilità grave.

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