Home Attualità Scuola d’estate, i punti critici secondo Gavosto

Scuola d’estate, i punti critici secondo Gavosto

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La scuola d’estate ha diviso e non poco l’opinione pubblica. Il ministro dell’istruzione Bianchi ha difeso la scelta, collocandola come ponte per il nuovo anno scolastico. Tra i più critici il direttore della Fondazione Agnelli Andrea Gavosto che, come riporta il portale ‘Lavoce.info’, spiega, insieme al responsabile della comunicazione della Fondazione Marco Gioannini, le ragioni delle perplessità.

Secondo Gavosto e Gioannini i problemi sorgerebbero riguardo la partecipazione delle scuole. Le candidature ai fondi Pon sono 5.221 su 8.183 istituti scolastici e Cpia. Informazione però da giudicare con cautela perchè manca il 36% delle scuole italiane, con il picco del 55% in Sardegna.

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Altro problema, i tempi ristretti. La scadenza per la presentazione della domanda per accedere ai fondi Pon e ai suoi 320 milioni, era il 21 maggio. Quante scuole di quel 36% si saranno chiamate fuori per l’impossibilità di riuscire a definire per tempo una proposta?

Il terzo settore, spesso delegato dalle scuole, non è presente in forze in tutta Italia e laddove presente, è già impegnato nelle “Estate ragazzi” con le amministrazioni locali. La conseguenza è la sovraesposizione in alcune realtà e l’offerta insufficiente in altre, confondendo le famiglie e costringendole a scegliere magari esperienze consolidate al di fuori del piano, non certo un bene per quest’ultimo.

Infine la riflessione di Gavosto e Gioannini si conclude con gli studi scientifici internazionali che sottolineano i rischi delle perdite di apprendimento, specie per i soggetti più fragili, causate dalle pause scolastiche troppo lunghe, come ad esempio quelle estive. Studi che evidenziano come i recuperi estivi di consolidamento e potenziamento siano utili, magari sotto forma di tutoraggio individuale, anche a distanza, che diventando permanente durante l’estate avrebbe assolto un ruolo importante.