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Scuole con pochi alunni, appello dei sindaci ad Azzolina: le lasci in vita anche sottodimensionate

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L’avvio dell’a.s. 2020/21 è pieno di interrogativi e richiede una più stretta sinergia fra gli enti locali e le istituzioni scolastiche: queste ultime devono fare i conti con una complessità tale che non favorisce di certo il rientro in sicurezza dopo il lungo periodo di sospensione delle lezioni in presenza dovuto al Covid-19.

La soglia dei 600 alunni minimi

Si tratta di un dato rilevante, perché se un istituto scolastico è composto da almeno 600 alunni (400 nei comuni montani) e diverse sedi, spesso distanti decine di chilometri l’una dall’altra, diventa molto difficile attuare i parametri imposti dal Comitato tecnico scientifico, a cominciare dal distanziamento e dal controllo metodico di tutti i locali.

Circa una decina di anni fa, i parametri per procedere al sottodimensionamento non avrebbero generato certe problematiche. Certamente, il sensibile decremento demografico, confermato proprio oggi dall’Istat, comporta un consistente calo delle iscrizioni. E delle stesse istituzioni scolastiche autonome.

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Va però anche ricordato che sino ad una decina di anni fa i parametri per procedere al sottodimensionamento non avrebbero generato l’attuale fenomeno degli istituti-maxi, con contestuale riduzione del numero di istituzioni scolastiche autonome.

I motivi della deroga

Lo sanno bene il Presidente della Provincia di Matera e 12 sindaci che valutando i primi adempimenti da realizzare per settembre non hanno trascurato la circostanza che l’avvenuto sottodimensionamento di molte scuole, a volte anche per un leggero divario dei parametri, comporterà l’attivazione delle reggenze.

“Almeno – e non solo – per quest’anno però qualcosa, vista l’emergenza, si dovrebbe fare”: è un refrain che in emergenza Covid-19 è diventato più insistente. Ancora di più perchè la ministra dell’Istruzione ha garantito che è finita la stagione dei tagli alla scuola.

E così gli amministratori lucani hanno lanciato un appello ben motivato all’Assessore Regionale Francesco Cupparo e successivamente alla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina in merito alle scuole sottodimensionate che, come in Basilicata, in molte regioni d’Italia sono destinate a ricorrere all’Istituto della Reggenza.

La nota è firmata dal Presidente della Provincia di Matera Piero Marrese e dai sindaci Leonardo Sabato (Bella), Umberto Vita (Satriano di Lucania), Antonio Murano (Barile), Antonio Giancristiano (Brienza), Antonio Massari (Perticara), Faustro de Maria (Latronico), Sabino Altobello (Lavello), Antonio Rizzo (Viggianello), Nicola Massimo Morea (Irsina), Enrico Mascia (Policoro), Vincenzo Carbone (Tricarico), Salvatore Cosma (Tursi), coordinatore Vitor Leone (Presidente Consiglio Comunale di Bella). Di seguito il testo della nota diffusa agli organi di stampa.

LA RICHIESTA DEI SINDACI LUCANI ALLA MINISTRA LUCIA AZZOLINA

Oggetto – Dimensionamento scolastico al tempo del Covid – 19

La scuola sta vivendo, come tutto il nostro Paese, un momento di particolare difficoltà; l’emergenza del Covid-19 ci impone di trovare nuovi modelli di rapporti sociali, lavorativi e anche scolastici.
L’emergenza epidemiologica generata dalla diffusione del virus SARS-CoV-2 ha modificato le regole di convivenza civile e ha portato in evidenza tra i diritti civili, la rilevanza del diritto alla salute, da sempre considerato prioritario per il bene dei cittadini, tale da porre in subordine quello all’istruzione.
In ogni caso strategie e indicatori proposti dal Comitato Tecnico Scientifico della Protezione Civile comportano la necessità di rimodulare alcuni aspetti relativi all’organizzazione scolastica che richiedono apposite modifiche in capo all’amministrazione scolastica centrale (es. ridefinizione monte ore delle discipline scolastiche, implementazione fondi per il miglioramento dell’offerta formativa, regolamento refezione scolastica, etc.) a quella degli enti locali (spazi e servizi), a quella delle scuole autonome per la gestione organizzativa e didattica.
In questo mutato scenario, il ruolo del Dirigente Scolastico diviene fondamentale per promuovere e favorire la massima creatività organizzativo-didattico-pedagogica per scelte innovative che si possono alimentare con i suggerimenti e la partecipazione di tutte le componenti della comunità professionale ed educativa.
Tutti dovranno essere coinvolti in questo processo di rinnovamento, comprese le strutture periferiche degli enti locali e delle associazioni che svolgono sostegno educativo extrascolastico nel territorio, specie in zone particolarmente a rischio, dove la collaborazione di tutta la comunità risulta determinante.
Ciò sarà particolarmente necessario con la ripresa nel prossimo anno scolastico, se si dovranno garantire condizioni di sicurezza che dovranno ridurre il numero di alunni presenti contemporaneamente negli edifici scolastici.
Se si guarda dal punto di vista della Dirigenza, occorre definire quali sono le “funzioni da presidiare”: quella amministrativo-gestionale, quella dei rapporti con il territorio o quella educativo-didattica. Non si può escludere nessuna, ma allora la dimensione dell’Istituto va riferita alle concrete possibilità di presidiarle tutte.
In sostanza la questione del dimensionamento in questa particolare congiuntura di emergenza e straordinarietà, non solova sottratta alle esigenze di carattere economico (la spesa per le Dirigenze e le Segreterie) pur importante, ma va inserita in un discorso più complesso e delicato da collegare ad un progetto speciale e a tempo.
Sarà un ritorno auspicato ma non facile. E sarà condizionato dai livelli di sicurezza previsti per quei mesi dalla scienza epidemiologica.
Pre-condizione di qualsiasi attività sono gli standard essenziali di garanzie da prevedere per tutti gli operatori (tamponi, mascherine se necessarie, spazi e tempi ecc..).
Si rende quindi necessaria una forte presenza territoriale di forme nuove di governance tra scuola, ente locale, servizi del territorio.
In ogni istituto scolastico deve essere sempre garantita la presenza di un Dirigente Scolastico in grado di presidiare quotidianamente le attività che vi si svolgono a garanzia della salute e della sicurezza della popolazione scolastica.
D’altronde, tra i suoi compiti, spetterà al dirigente scolastico fornire indicazioni alle operazioni di entrata e di uscita degli alunni facendo sì che tra i banchi venga rispettata la distanza di sicurezza, in pari termini come l’accesso ai servizi igienici dell’istituto scolastico con le dovute attenzioni anche per gli studenti diversamente abili.
In questa prospettiva appare improponibile gestire questa eccessiva complessità determinatasi anche dall’attuale emergenza, ricorrendo all’istituto della Reggenza per le scuole cosiddette “sottodimensionate”. In questa fase, infatti, il DS reggente difficilmente potrebbe assolvere pienamente ai suoi compiti gestionali ed organizzativi, né nella sua scuola di titolarità, né tantomeno nella scuola affidatagli in reggenza!
Anche questa è una novità significativa. Lasciare la scuola senza una dirigenza stabilee continua,sarebbe un vulnus che pagherebbero soprattutto i bambini e le loro famiglie.
Visto la nota MIUR – UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER LA BASILICATA
ISTITUZIONI SCOLASTICHE DELLA BASILICATA SOTTODIMENSIONATE NELL’A.S. 2020/2021 (art.19, comma 5 e 5-bis, legge 111/2011)
Considerato, inoltre, che il nuovo piano di dimensionamento, 2021-2024, sarà approvato entro il corrente anno.
Si chiede di applicare la deroga al mantenimento dell’Istituzione scolastica come per l’anno scolastico 2019/2020 e non applicare il sottodimensionamento per i seguenti istituti che per l’anno scolastico 2020/2021 andranno in reggenza.
Unitamente alla richiesta si chiede un incontro con la S.V.

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