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“Stage a rischio per gli studenti”

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L’alternanza scuola lavoro rischia di arenarsi contro gli incastri complicati e labirintici dell’orario scolastico. 

La riforma 107 impone infatti 400 ore di lavoro/tirocinio in azienda agli studenti degli istituti tecnico-professionali e 200 ore a quelli dei licei. Ma, mentre nel caso dei ragazzi e delle ragazze che seguono le scuole professionali il rapporto con le fabbriche e le aziende è immediato, per i licei la questione diventa assai più complessa. Infatti i licei sono del tutto impreparate ad accogliere ragazzi, spesso minorenni, a cui affiancare tutor, nonostante la scarsità di risorse professionali, e senza averne nessun ritorno economico. Capita così che musei, biblioteche e istituti hanno detto no alle richieste delle scuole, che si sono trovate costrette ad accantonare per ora il progetto: «Molte ore le svolgeremo in classe facendo intervenire tutor esterni», esemplifica una professoressa di un liceo.

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A tale riguardo, c’è pure un’interrogazione del Pd alla ministra Giannini: «Le nostre scuole superiori stanno incontrando varie difficoltà con gli enti pubblici e privati per l’organizzazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro a causa della scarsa conoscenza della normativa e una certa diffidenza nell’aprire certe istituzioni al mondo della scuola stanno ritardando questa parte importante della formazione scolastica: pertanto chiediamo al ministro di intervenire per rimuovere gli ostacoli e per dare certezze al percorso dei ragazzi».

Dice  Simona Malpezzi: «E’ l’inizio di un nuovo percorso, è obbligatorio fare chiarezza su alcuni aspetti affinché tutto fili liscio». Del resto, il governo conosce bene le difficoltà, al punto che il ministero dei Beni culturali sta già preparando una circolare per invogliare e preparare gli istituti che fanno capo al dicastero guidato da Franceschini ad accogliere gli studenti.

 E la stessa Giannini annuncia che il ministero dell’Istruzione ha avviato un pacchetto di interventi per supportare le scuole, tracciando le prossime tappe di questo «processo complesso» che riguarda «un milione e mezzo di studenti» e che sarà a regime «nell’arco di un triennio». Tra le prime misure in arrivo ci sono la carta dei diritti e dei doveri e il registro delle imprese pronto «a metà anno». Anche il sottosegretario Toccafondi conferma: il termine per le scuole per presentare i progetti sull’alternanza scuola-lavoro è il 16 novembre.

La Legge 107 «mette in campo numerose azioni per aiutare le scuole in questi primi mesi di avvio dell’alternanza scuola-lavoro», avverte Giannini. Le azioni avviate infatti sono sei: l’emanazione di una guida operativa sulle modalità di realizzazione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro; la compilazione di un registro delle imprese e delle istituzioni che entrano nel sistema dell’alternanza; protocolli di intesa con varie associazioni rappresentative di imprese e ordini professionali; un protocollo d’intesa con il ministero dei Beni culturali; una Carta dei diritti e dei doveri degli studenti e la formazione da parte degli uffici scolastici regionali di insegnanti per il ruolo di tutor scolastico.

«Il termine per le scuole per presentare i progetti sull’alternanza scuola-lavoro è stato spostato dal 30 ottobre al 16 novembre come richiesto dai dirigenti scolastici, non pensiamo che ci saranno altre proroghe»,ribadisce il sottosegretario Toccafondi. L’alternanza «è una delle più grandi novità della buona scuola, serve più tempo e noi l’abbiamo concesso. L’organizzazione non è semplice ma è utile perché dobbiamo renderci conto di questo: per decenni abbiamo teorizzato prima e messo in pratica poi la divisione netta tra scuola e mondo del lavoro, e anche nelle scuole che per loro vocazione dovevano stare in contatto con il lavoro (istituti tecnici e professionali) l’abbiamo teorizzata e poi messa in pratica, con la buona scuola teorizziamo l’esatto opposto vogliamo mettere in contatto scuola e il mondo del lavoro senza snaturare la scuola».