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Supplenti, stavolta la didattica digitale non sarà sulle loro spalle: device e connessioni li fornirà il MI

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C’è un aspetto importante che riguarda i supplenti che il prossimo anno potranno essere coinvolti nel piano di didattica digitale integrata (DDI): dispositivi, connessione e la strumentazione utile per effettuare lezioni sfruttando il supporto digitale saranno a carico del MI.

Il testo delle linee guida che riguarda la didattica a distanza per il prossimo anno è stato inviato al Consiglio Superiore della Pubblica Amministrazione.

Il fabbisogno di device e connessioni riguarderà anche i supplenti

Tuttavia, Viale Trastevere ha già fornito alcune indicazioni importanti sul tema: infatti, il Piano scolastico per la didattica digitale integrata, prevede che ogni scuola, avvierà una rilevazione del fabbisogno di tablet, pc e connessioni che potrebbero servire per l’attuazione del Piano.

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C’è però un’indicazione importante che riguarda pure i docenti a tempo determinato: “per quanto riguarda i docenti, le Linee guida pongono attenzione anche a quelli a tempo determinato, i supplenti: la rilevazione del fabbisogno riguarderà anche loro, dato che non hanno accesso alla Carta del docente che consente agli insegnanti di acquistare hardware per la didattica”. 

Ciò lascia intendere che verrà calcolato il fabbisogno di strumenti utili all’attuazione della didattica digitale integrata non solo per gli alunni ma anche per i supplenti: tali device, pertanto, non sarebbero più a carico degli insegnanti precari, ma verranno forniti dal Ministero, allo stesso modo di come avviene per gli alunni.

Se si chiudono le scuole di nuovo misura indispensabile

Ciò risulterebbe utile sia per la didattica digitale integrata, ma soprattutto nel caso di una nuova chiusura delle scuole e il ritorno della didattica a distanza come unica forma di attività scolastica.

In quel caso sarebbero imposte non meno di 10 ore settimanali di Dad per le prime classi della scuola primaria, 15 ore per le altre classi della primaria, così come per le scuole medie. Mentre alle superiori sarebbero almeno 20 ore a settimana da realizzare a distanza via computer.

In tale scenario i docenti a tempo determinato non potrebbero essere di nuovo penalizzati, dopo la didattica a distanza dello scorso anno, che li ha visti sobbarcarsi di spese ingenti per le lezioni a distanza, senza poter disporre, come nel caso dei colleghi in ruolo, della carta del docente, il bonus per insegnanti che permette di acquistare dispositivi digitali per la Dad.

A proposito di carta del docente e precari: ricordiamo che per ben due volte si è tentato di inserire la norma di estendere ai precari il bonus di 500 euro: Prima con il decreto scuola, poi con il decreto rilancio, non si è trovata la copertura finanziaria per attuare la misura.

Se tale disposizione del Piano di didattica digitale andrà a mettere a disposizione dei supplenti i dispositivi, sarà senz’altro una buona iniziativa da parte del Ministero dell’Istruzione.

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