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Torna l’educazione civica, niente parità di genere tra gli argomenti: sì al contrasto delle mafie e alla cittadinanza digitale

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Ci sono modifiche importanti, ma anche emendamenti mancati, nel ddl che introduce l’educazione civica come materia curriculare nella scuola primaria e secondaria di primo grado.

Niente parità di genere

Oltre alla novità della cancellazione delle sanzioni nei confronti degli alunni della primaria, è stato bocciato, ad esempio, l’emendamento Leu, a firma di Federico Fornaro e Nicola Fratoianni, sulla parità di genere tra gli obiettivi che deve perseguire l’introduzione dell’educazione civica nel curriculum scolastico.

L’emendamento indicava tra le tematiche oggetto del nuovo insegnamento “l’educazione sentimentale finalizzata alla crescita educativa, culturale ed emotiva dei giovani in materia di parità e solidarietà tra uomini e donne”.

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A favore hanno votato Leu, Pd e alcune parlamentari di Forza Italia, mentre contro si è espressa la maggioranza di Lega e M5s, Fdi e alcuni deputati di Fi.

Tutti d’accordo su altre modifiche

Sempre sulla nuova disciplina, che diverrà curricolare in tutte le classi fino alla terza media, via libera, invece, con voto unanime al tema del “contrasto alle mafie“.

Inoltre, all’articolo 5 del ddl, sempre all’unanimità è stato stabilito che “nell’ambito dell’insegnamento trasversale dell’educazione civica, è prevista l’educazione alla cittadinanza digitale“.

Verso il sì definitivo

“Nel rispetto dell’autonomia scolastica – afferma l’articolo – l’offerta formativa erogata nell’ambito dell’insegnamento” prevede una serie di “abilità e conoscenze digitali essenziali, da sviluppare con gradualità tenendo conto dell’età degli alunni e degli studenti”.

Nella serata del 30 aprile, l’Aula della Camera ha concluso l’esame e il voto degli emendamenti al disegno di legge: l’esame riprenderà il pomeriggio di giovedì prossimo, 2 maggio, con il voto finale del ddl.