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Transizione ecologica nelle scuole. Cosa fare?

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’intervento di Ornella Campo, dirigente scolastica del Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Ragusa sulla transizione ecologica e culturale all’interno dei processi formativi

Con l’avviso n. 92 del 21/10/2021 il Ministero dell’Istruzione, in attuazione dell’Atto di indirizzo del Ministro Bianchi per l’anno 2022, ha avviato, a livello nazionale, la procedura per la realizzazione nelle istituzioni scolastiche di iniziative progettuali aventi ad oggetto “Supporto al percorso di transizione ecologica delle Istituzioni scolastiche” (https://asvis.it/public/asvis2/files/Eventi_Flash_news/Ministero_Istruzione_decreto_21-10-2021.pdf).

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All’avviso che si pone come obiettivo primario quello di “introdurre e rendere strutturali nelle scuole di ogni ordine e grado iniziative formative per l’educazione allo sviluppo sostenibile, quale condizione indispensabile per sostenere la transizione ecologica del Paese” hanno partecipato circa 700 scuole e, attualmente, 105 risultano assegnatarie del finanziamento.

Introdurre percorsi di transizione ecologica e culturale all’interno dei processi formativi implica una riformulazione della funzione educativa della scuola a cui è affidato il compito di supportare percorsi civici in grado di condurre le studentesse e gli studenti ad abitare il mondo in modo nuovo e sostenibile. Studentesse e studenti diventano così protagonisti di un cambiamento che, superando la visione del pensiero antropico, li orienti verso un nuovo modello di società che ponga al centro l’ambiente e consenta di sperimentare e diffondere nuovi stili di vita in equilibrio con la natura.

Gli scenari operativi attuali impongono di innovare i setting formativi creando un nuovo alfabeto ecologico coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030 e incentrato sui metodi di attuazione dell’Economia Circolare e sugli strumenti offerti dal Life Cycle Thinking (LCT) che prende in considerazione le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile e il raggiungimento dei relativi obiettivi ovvero:

  • per la tutela dell’ambiente;
  • per lo sviluppo economico;
  • per lo sviluppo sociale.

L’economia circolare rappresenta una sfida epocale che punta all’eco-progettazione di prodotti durevoli e riparabili per prevenire la produzione di rifiuti e massimizzarne il recupero, il riutilizzo e il riciclo.

Il Life Cycle Thinking (LCT) è un approccio che permette di avere una visione d’insieme sulla produzione e il consumo di un prodotto o di un servizio, e di valutare gli impatti lungo tutto il suo ciclo di vita. È un approccio applicabile a qualsiasi tipo di processo ed è orientato al supporto delle performance in ambito di sostenibilità.

In questa direzione lo scorso 8 febbraio è stata approvata dalla Camera dei Deputati a legge costituzionale 11 febbraio 2022 n. 1 recante “Modifiche agli articoli 9 e 41 della Costituzione in materia di tutela dell’ambiente” pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 44 del 22 febbraio 2022, che inserisce la tutela dell’ambiente tra i princìpi fondamentali dell’ordinamento italiano.

Introducendo tra i principi fondamentali la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi il testo dell’art. 9 risulta così modificato:

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.

Si sancisce, pertanto il principio di tutela dell’ambiente – accanto alla tutela del paesaggio e del patrimonio storico-artistico, della biodiversità e degli ecosistemi – anche nell’interesse delle future generazioni (https://www.acs.beniculturali.it/nuovo-art-9-costituzione-cosa-cambia-per-i-beni-culturali/).

Con la modifica all’articolo 41 della Costituzione, inoltre, si sottolinea che l’iniziativa economica “non possa svolgersi in modo da recare danno alla salute e all’ambiente e che la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini ambientali” (https://www.riformeistituzionali.gov.it/it/la-riforma-costituzionale-in-materia-di-tutela-dell-ambiente/) .

Le modifiche costituzionali introdotte configurano l’ambiente come valore primario e sistemico, andando oltre la prospettiva antropocentrica dei principi fondamentali della Costituzione, e impegnando tutte le agenzie educative interagenti a creare una nuova relazione tra comunità ed ambiente, inteso come risorsa sistemica non rinnovabile.

La prospettiva, in ambito educativo, non potrà che essere quella della rimodulazione e implementazione del curricolo di scuola con l’introduzione di percorsi trasversali sui temi della transizione ecologica e culturale complementari a quelli già previsti in tutti gli ordini di scuola dall’insegnamento di educazione civica di cui alla legge n. 92/ 2019 “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica”.

Il successo della transizione ecologica dipenderà, quindi, dalla capacità delle scuole di lavorare in accordo con gli enti locali e con l’extrascuola, generando un aumento di consapevolezza e di partecipazione anche nel cittadino comune.