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Tweet con “errori”, Valditara: “Lo avevo dettato al telefono, ma discutiamo del contenuto”. Il linguista Arcangeli lo difende (ma solo per la forma)

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Valditara ritorna sul post di qualche ora fa preso di mira da più parti perché considerato carico di errori di contenuto e di forma e spiega l’accaduto: “Quando si detta un tweet al telefono non si compie un’operazione di rigore linguistico e si è più attenti al contenuto”.
“Chiarito questo – aggiunge il Ministro – faccio notare ai tanti critici dall’indignazione facile, che in queste ore si stanno scatenando nella caccia all’errore, che così facendo ignorano la questione da me posta, evidentemente perché non hanno risposte. Ed invece dalla soluzione del problema della vera integrazione degli stranieri dipende il futuro della nostra comunità nazionale. La scuola italiana che vogliamo è aperta a tutti, ma è profondamente ancorata al suo sistema valoriale”.
Conclude Valditara: “Non c’è futuro per una comunità che non abbia identità. Il punto vero è questo”.

A difesa del Ministro arriva però il linguista Massimo Arcangeli, docente presso l’Università di Cagliari che dà una valutazione ben diversa del post e premette: “A parte l’inaccettabile scelta del Ministro, ancora una volta braccio esecutivo del peggior leghismo a trazione salvinista, l’errore di Valditara consisterebbe nel congiuntivo ‘si insegni’”.

Ma, forse, sottolinea il professore sulla questione linguistica sarebbe meglio sentire cosa ne pensano gli esperti.
E dice: “Potrà magari non piacere l’alternanza col futuro (‘se studieranno?’, ‘se i genitori saranno coinvolti‘, ‘se non vivranno‘), ma quel congiuntivo, in cui il ‘se‘ ha valore di ‘qualora, a condizione che‘, pertiene a un valore semantico che un linguista definirebbe di ‘iteratività generalizzante’. Non è un caso che l’uso del ‘se’ in questo preciso significato riscontri un particolare favore nel campo del diritto”.

Detto questo – aggiunge Arcangeli – il post del Ministro si potrebbe semmai migliorare testualmente. Il ‘se studieranno’, preceduto dagli ‘italiani‘, si potrebbe opportunamente sostituire con ‘se gli studenti stranieri’ (oppure, onde evitare la ripetizione, ‘se gli allievi stranieri’) e a ‘se i genitori’ potrebbe subentrare un più puntuale ‘se i genitori di quegli studenti stranieri’ (o ‘di quegli allievi stranieri’)”.

Ecco allora migliorato il testo del post di Valditara, secondo Arcangeli:

“Se si è d’accordo che gli stranieri si assimilino sui valori fondamentali iscritti nella Costituzione ciò avverrà più facilmente se nelle classi la maggioranza sarà di italiani, se gli allievi stranieri studieranno in modo potenziato l’italiano laddove già non lo conoscano bene, se nelle scuole si insegni approfonditamente la storia, la letteratura, l’arte, la musica italiana, se i genitori di quegli studenti stranieri saranno coinvolti pure loro nell’apprendimento della lingua e della cultura italiana e se non vivranno in comunità separate. È in questa direzione che noi intendiamo muoverci“.
“Morale della favola – conclude con una vena polemica il linguista – l’ignoranza non è né di destra né di sinistra, e quando un politico o un giornalista ‘ignori’ (o ‘ignora’, fate voi) qualcosa su cui non ha sufficiente competenza, o non ce l’ha proprio, dovrebbe fare lo sforzo di richiedere il parere di un esperto prima di prodursi in sciocchezze o in sproloqui”.