Home Estero Ue: bambini in fuga dall’Ucraina a rischio di traffico illegale

Ue: bambini in fuga dall’Ucraina a rischio di traffico illegale

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La vice presidente della Commissione Ue, Dubravka Suica, intervenendo alla plenaria del Parlamento Ue, ha parlato di un “reale rischio di traffico illegale di minori. Due milioni di bambini sono scappati dall’Ucraina, molti di loro non sono accompagnati”

“La Lituania sta indagando sul caso di 43 bambini sottratti per adozioni”, ha aggiunto la Commissaria agli Affari Interni Ylva Johansson, e per tutti i bambini in fuga c’è il pericolo che finiscano nella tratta delle adozioni. 

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La commissaria ha poi concluso il suo intervento ricordando che “I militari russi hanno sparato a Mati 8 anni, a suo fratello di 4 anni Klim, e alla madre Magarita mentre cercavano di scappare dall’inferno di Bucha”. 

“158 bambini sono morti, uccisi dall’esercito di Mosca, tanti altri feriti, crimini che non possono restare impuniti”, ha ancora dichiarato la Commissaria. Che ha ancora aggiunto: “I minorenni vengono mandati da soli oltre confine, da genitori che non riescono a partire, sperano di metterli in salvo da parenti o amici che possono ospitarli. I volontari cercano di intercettarli subito, perché il rischio di traffico illegale di minori è concreto.

“La Lituania indaga su una possibile tratta di 43  minori sottratti per adozioni. Non ci sono ancora casi concreti, ma sappiamo per amara esperienza che il pericolo è reale. L’Unione europea si è attivata per dare assistenza ai minori in fuga e cercare di ripristinare i loro diritti”.

Ma la vicepresidente della Commissione europea, Šuica parla della difficile situazione dei bambini: “2 milioni e mezzo di minori sono stati strappati dalle loro case, 2 milioni hanno varcato i confini europei, 100mila sono assistiti in istituzioni ucraine, almeno la metà di loro ha disabilità. Per tutti noi la priorità è rispondere urgentemente ai loro bisogni.” 

La paura per i figli è l’ansia più grande nelle strade martoriate dell’Ucraina, le madri scrivono nomi, date di nascita e numeri di telefono nelle giacche o sul corpo dei loro bambini, se non dovessero farcela sperano almeno che qualcuno abbia riferimenti per aiutare i loro piccoli.