Home I lettori ci scrivono Una Scuola senza visione, una scuola nella depressione

Una Scuola senza visione, una scuola nella depressione

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Gent.mo Ministro Bianchi,

senza una visione globale della scuola, non c’è futuro.

Icotea

Tante parole ma pochi fatti… La scuola del futuro deve essere pensata oggi per non dire “ieri”, ma alla luce di quanto accaduto negli ultimi due anni causa Covid, si è fatto veramente poco e ancor meno ora in pieno inverno 2021/2022.

Tralasciando i disastri nei precedenti venti anni, ci troviamo con una dispersione scolastica ridotta (solo) lievemente; investimenti sulla Cultura quasi nulli o “solo” briciole; i cosiddetti laboratori di Scienze, Arte, Musica e Teatro solo in qualche rara scuola come eccezione, le scuole tra l’altro da Lei scelte per le visite istituzionali.

Una vera educazione del corpo con docenti qualificati sin dalla prima infanzia per arte motoria non se ne vedono, anzi, si parla di motoria per le quarta e quinta elementare con docenti qualificati e non si è ancora capito il motivo dell’esclusione di I, II e III primaria.

Specifichiamo: si è capito chiaramente, non ci sono soldi da investire e si tappano buchi alla meno peggio. Non parliamo poi della Musica, dato che ci vantiamo sempre del più grande paese in assoluto per l’arte e con un popolo pieno di “santi, poeti e navigatori”.

La Musica con la M maiuscola resta per la nostra scuola un puro miraggio, dovrebbe invece, iniziare dalla prima prima elementare ed esteso a tutte le scuole secondarie di secondo grado. Una riforma “seria” della scuola primaria di secondo grado, le cosiddette “Medie” resta solo un’utopia, ma forse meglio così, dato che rischieremo di peggiorare ulteriormente la situazione. Continueremo come sempre a sognare, e probabilmente un giorno il detto cambierà in “santi, poeti, navigatori e sognatori”.

Il Governo ha re-introdotto nuovamente (per fortuna), l’educazione civica, spalmata in 32/33 ore annue a costo zero, ossia, si fa educazione civica e si toglie alla materia, alla faccia dell’investimento.

Molte, anzi moltissime scuole ancora degradate, vecchie e fatiscenti con aule non areate in modo adeguato, distanziamento “solo” sulla carta, scuole piene di banchi a rotelle parcheggiati nei sottoscala, scuolabus (strapieni) e non sufficienti per soddisfare le esigenze delle famiglie, asili nido (di primaria importanza) carenti in gran parte del Paese, per non parlare del meraviglioso “Sud” spesso inesistenti.

E i precari? Ancora troppi e molti di loro hanno oltrepassato la soglia dei cinquanta, molti altri invece, si stanno avvicinando alla soglia della pensione. L’Europa ci bastona ancora e riconosce diritti sacrosanti. Lei cosa fa? Concorsi a non finire, come se l’esperienza maturata in 30 anni di precariato vale un quiz alla Mike Bongiorno. Approvato un bel green-pass obbligatorio e un bel “vaccino obbligatorio” come se la causa della pandemia fossero i docenti.

Il Governo “ahimè” trova sempre la strada più semplice e Lei (mi dispiace dirlo) non ha soluzioni e spesso complica la vita a chi lavora e crede nella scuola profondamente…

Cosa si è fatto? Lei Ministro dirà molto… ma molti altri diranno poco. Le Sue poche interviste sono da “no comment” e servono solo a creare enorme confusione ai diretti interessati. Per citare un libro uscito lo scorso anno della grande Dacia Maraini “La scuola ci salverà” aggiungerei l’avverbio “solo” e quindi: “Solo la scuola ci salverà“. Buon lavoro Ministro.


Egisto Gabrieli