Home Attualità Unesco: l’Italia è il Paese con più Siti al mondo. Lo sanno...

Unesco: l’Italia è il Paese con più Siti al mondo. Lo sanno al Miur?

CONDIVIDI

Proprio il 18 aprile di ogni anno si celebra la Giornata Internazionale dei Monumenti e dei Siti, istituita nel 1983 dall’UNESCO, e in questa occasione viene pubblicato il censimento complessivo: 1073 i siti, tra monumenti, città, luoghi, paesaggi e siti culturali e naturali, designati come “Patrimonio dell’Umanità”, di cui 832 culturali, 206 naturali e 35 misti, in 167 Stati.

L’Italia guida la classifica

Ma non finisce solo qui la statistica, perché viene riconfermato ancora una volta che a guidare la classifica mondiale con 53 siti, di cui 48 a carattere culturale e 5 a carattere naturale è l’Italia, seguita da Cina con 52,  Spagna e poi Germania e Francia. I monumenti e le bellezze naturali sono distribuiti tra 18 regioni, restano fuori per ora solo la Valle d’Aosta e la Calabria. La Lombardia ha 9 luoghi patrimonio dell’umanità, seguita da Veneto, Toscana e Sicilia.

Un dato promettente quindi, anzi più che lusinghiero e che in un certo qual mondo inorgoglisce gli italiani, ma di fronte a questo patrimonio unico al mondo e così numeroso cosa viene realizzato per esaltarlo e promuoverlo?

ICOTEA_19_dentro articolo

La scuola tenuta lontana

Poco, e comunque non all’altezza delle prospettive, se si considera che la scuola, che dovrebbe essere il fulcro e la leva da dove partire, viene per lo più coinvolta a tentoni, per prove ed errori, visto che la Storia dell’arte, la Storia, la Geografia e perfino le ore di strumento musicale (l’Italia non è anche la Patria del bel canto?) vengono inesorabilmente ridotte e il Miur sembra fare spallucce, mentre la richiesta turistica aumenta con incoraggianti percentuali.

Nessuna programmazione seria

Uno sguardo sommario agli Istituti a indirizzo turistico e all’impianto orario dà la dimensione dello scempio che è stato fatto, mentre molti Istituti Alberghieri talvolta sopravvivono, soffrendo anche loro di un impianto strategico e di lungo respiro.

Manca ancora una programmazione seria e intelligente, e non solo a livello economico, sulla scuola, sulle sue prospettive future, sul  corpo docenti, sul personale, sulle indicazioni didattiche e formative volte proprio a preparare giovani in grado di gestire, valorizzare, promuovere, conoscere nei dettagli e nel loro contesto storico-geografico queste meraviglie che l’Unesco ci ha riconosciuto e che il Mondo ha il diritto di conoscere, pretendendone la conservazione.