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Veltroni ai sedicenni: il Pd, un’occasione per cambiare la scuola

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Walter Veltroni, candidato favorito alla segreteria del Partito democratico, guarda con attenzione al mondo della scuola ed in vista delle elezioni che si svolgeranno domenica prossima si rivolge direttamente ai giovani. “Per la prima volta nella storia di questo Paese – spiega Veltroni in una lettera aperta inviata ai sedicenni – il 14 ottobre chi ha sedici anni potrà andare a votare. Voterete per dar vita ad un partito, al Partito democratico. Cogliete quest’opportunità, partecipate, scegliete, costruitelo insieme a tanti altri e fatelo vostro”. Un partito che, secondo il Veltroni, “non vuole rappresentare i giovani, vuole che i giovani siano i primi rappresentanti dei nuovi bisogni e dei nuovi ideali da costruire. Vuole che siano la vostra voce e le vostre idee a cambiare le cose”.
Quello dell’attuale sindaco di Roma non è solo un invito ad esprime la preferenza sulla nascita di quello che dovrebbe diventare il più grande partito italiano del Centro-Sinistra: l’intento è anche quello di valorizzare tutto un settore, quello della conoscenza e della formazione, troppo spesso emarginato dalla priorità della politica. Un atteggiamento confermato, purtroppo, anche dalle ultime leggi Finanziarie, i cui investimenti per il settore scuola sono risultati a dir poco irrisori.
“Il Partito democratico – sottolinea Veltroni – vuole fare in modo che la scuola diventi davvero un luogo dalle mille attività e opportunità, dove si incrociano i diversi saperi e dove crescere insieme”. 
Secondo Veltroni, nella scuola sarà allora fondamentale “moltiplicare le occasioni per fare sport, per aprire anche ai vostri gusti gli eventi culturali e creare le condizioni perché possiate sperimentare in prima persona le vostre qualità”. 
Ma anche “far sentire sin d’ora quali sono le vostre aspirazioni, per contribuire a rendere più semplice e vicino a voi il mondo del lavoro, perché vi troviate opportunità e diritti, quando sarà il momento”.
Il primo cittadino della capitale auspica, peraltro, che presto anche alle amministrative si possa votare a partire dai 16 anni. 
Per il primo candidato al Pd è, infatti, giunto il momento “che un ragazzo possa decidere chi si occuperà della sua città, del suo quartiere, della sua scuola”. 
Il messaggio è chiaro: chissà se proprio dai giovani, dai giovanissimi, possa arrivare quella spinta e quella fiducia per la politica che l’intera società sta invece sempre più perdendo? In questo senso, già le adesioni dei giovani alle elezioni del leader del Pd di domenica prossima, rappresenteranno una prima importante risposta.