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Via libera alle nuove classi di concorso. Giannini: “Bando entro la prima settimana di febbraio”

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riforma delle classi di concorso. Le classi di concorso passano a 116 (erano 168 in precedenza). 13 saranno nuove di zecca. A Palazzo Chigi si è tenuta una conferenza stampa con il premier Renzi e i ministri Giannini e Madia.

 

Ecco le parole del premier Renzi: “Bandiremo un concorso per 63.712 insegnanti e ciò rappresenta un grande passo della scuola. Speriamo che a settembre i 63.712 professori possano già entrare in cattedra. Abbiamo sanato una ferita, quella dei precari. Un grande e caloroso pensiero a chi diceva che non avremmo fatto nulla per la scuola. Mai nessun governo aveva investito così tanto. Assunti dalla Gae? Avevamo un diritto ad entrare. Non possiamo entrare nel merito. Le persone avevano diritto ad entrare a scuola. Sono entrati in modo definitivo persone che erano precari da 20 anni. Si tratta di una questione di civiltà. Supplentite? Finirà quando la ‘Buona Scuola’ andrà a regime, cioè tra due-tre anni. Potenziamento? Sono valutazioni che riguardano le singole scuole. Ci sono delle cose che devono essere sistemate”.

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Ecco le parole del ministro Giannini: “Abilitazione? Stiamo lavorando a questo così come alle altre deleghe previste dalla Legge 107. Tfa attivato per non lasciare esclusa una parte di aspiranti che non possono partecipare al concorso docenti. Classi di concorso? Una riforma attesa da 8 anni che si basa su tre punti: adeguamento alle classi di concorso attuali per la scuola e l’università di oggi, innovazione necessaria (non c’erano prima le classi di concorso per gli istituti coreutici) e semplificazione (da 168 a 113 e si eliminano quelle che avevano permesso la proliferazione delle graduatorie. La qualità della nostra scuola cambia, in meglio. Tre bandi entro la prima settimana di febbraio. Prove scritte computerizzate, ma non quiz (quesiti anche in lingua straniera)”.

 

L’intervista al nostro direttore, Alessandro Giuliani, di Radio Rai

(min. 12.41-13.55)

 

 

LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE

 

 

 

 

 

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