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Il no al cellulare produce nomofobia, ma salva sviluppo cognitivo e rapporti sani: ok stop Valditara

Mauro Crippa, direttore Comunicazione e Immagine del gruppo Mediaset, spiega alla ‘Tecnica della Scuola’ perché reputa corretta la scelta dell’attuale ministero dell’Istruzione di difendere la comunicazione tradizionale, a partire dalla valorizzazione della carta, e vietare l’uso degli smartphone a scuola: “l’utilizzo continuo del telefono cellulare porta alla lunga mutazioni della personalità; un ragazzo precocemente esposto al cellulare ha atteggiamenti spesso fortemente conflittuali e violenti. E quando il cellulare gli viene tolto si parla di ‘nomofobia’, la no mobile phone phobia, cioè il terrore di non essere connessi, quindi di non avere relazioni, che però, attenzione, sono virtuali, finte, non sono relazioni basate sull'empatia, sulle emozioni e relazioni esistenti tra noi umani”. A livello didattico, Crippa ritiene che sia giusto “usare le nuove tecnologie per la parte strumentale, però mantenendo saldo il rapporto con la scrittura a mano: ciò garantisce uno sviluppo cognitivo corretto dei ragazzi, che valorizza il rapporto interpersonale, la ricerca, l'empatia con i compagni di classe, l'amicizia, i giochi che si facevano quando eravamo ragazzi. Certo, la società digitale è inarrestabile, ma alcune isole educative devono risultare libere dal telefono cellulare”. A livello di comunicazione, infine, il dirigente d'azienda avverte: “Stampa, televisione e radio devono per prima cosa proteggere loro stessi, perché la tendenza è quella di sostituire il lavoro giornalistico, invece bisogna tutelare l'informazione assegnando ai giornalisti un ruolo centrale”.

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