Scuola, agli Ata stipendi più bassi della PA: il Ccnl porterà flessibilità ore e riposo compensativo
In occasione del quarto appuntamento sul rinnovo normativo del contratto collettivo nazionale 2025/27, ‘La Tecnica della Scuola’ ha incontrato Alberico Sorrentino, responsabile dipartimento Anief-Condir, per fare il punto sul personale Ata. Il sindacalista ha ricordato che “sono in corso di liquidazione, con il cedolino di ottobre, le posizioni economiche del personale ATA: aumenti annui che vanno dai 700 ai 2.000 euro, a seconda del ruolo”. Sorrentino ha denunciato il fatto che “la remunerazione di risultato dei Dsga è inesistente. Per tutti gli Ata, tra le novità contrattate c’è quella della flessibilità oraria, che è ancora non bene disciplinata, ma anche la possibilità di accedere al riposo compensativo: è bene che venga definitivamente chiarito, anche a fronte del parere Aran che negli anni passati l'ha negato. Come va chiarito ciò che è di competenza del collaboratore scolastico e ciò che va richiesto all'assistenza specialistica, soprattutto quando l’intervento è di tipo sanitario”. Infine, il sindacalista ha detto che quello che si sta costruendo “è un contratto al momento a costo zero perché la parte economica è stata esaurita. Ci aspettiamo stanziamenti nella legge di bilancio, per integrare la parte economica del contratto”, per rispondere “al caro carburante” e per “dare un sostegno ai fuorisede poiché abbiamo avuto diversi casi di personale che ha rinunciato addirittura al ruolo, in particolare al Centro-Nord, per via di affitti insostenibili”. Infine, Sorrentino ha detto che “le progressioni di carriera verticali vanno attivate, perché” possono “avere una ripercussione dal lato economico: come l'assistente amministrativo che diventa funzionario, per il quale ci sono 8.000 euro lordi in più all'anno o circa 1.000 euro nel passaggio da collaboratore ad operatore scolastico. Detto ciò, bisogna aumentare la parte dello stipendio tabellare”.
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