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Videosorveglianza, il Garante fissa nuove regole anche a scuola

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A distanza di sei anni dall’ultima versione, l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha varato le nuove regole alle quali soggetti pubblici e privati dovranno conformarsi per installare telecamere e sistemi di videosorveglianza: un aggiornamento indotto sia dal forte aumento di sistemi di videosorveglianza, anche in ambiti sinora mai toccati, ma anche in considerazione dei numerosi interventi legislativi introdotti nella seconda perte dell’ultimo decennio.
Per l’approvazione definitiva delle novità manca solo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale, mentre hanno già superato le osservazioni del ministero dell’Interno e dell’Anci. Per chi adotta questo genere di dispositivi, il periodo per adeguarsi è stato fissato, a seconda degli adempimenti, da un minimo di sei mesi ad un massimo di un anno. Il provvedimento, che introduce importanti novità, “si è reso necessario – ha detto il Garante, Francesco Pizzetti – non solo alla luce dell’aumento massiccio di sistemi di videosorveglianza per diverse finalità (prevenzione accertamento e repressione dei reati, sicurezza pubblica, tutela della proprietà privata, controllo stradale et similia), ma anche in considerazione dei numerosi interventi legislativi adottati in materia”. Come quelli, recenti, che hanno attribuito ai sindaci e ai comuni specifiche competenze in materia di incolumità pubblica e di sicurezza urbana, così come le norme, anche regionali, che hanno incentivato l’uso di telecamere.
Diverse le precisazioni, di cui d’ora in poi bisognerà tenere conto. Anche qualora un’istituto scolastico dovesse decidere di installare un sistema di videosorveglianza. A livello di ambiente di lavoro generico, le telecamere possono essere installate solo nel rispetto delle norme in materia di lavoro: vietato comunque il controllo a distanza dei lavoratori, sia all’interno degli edifici, sia in altri luoghi di prestazione del lavoro. Nell’ambito specifico degli istituti scolastici, il Garante ha stabilito che è “ammessa l’installazione di sistemi di videosorveglianza per la tutela contro gli atti vandalici, con riprese delimitate alle sole aree interessate e solo negli orari di chiusura”. Se è evidente la volontà del legislatore di salvaguardare la privacy degli studenti e di tutto il personale che vi opera, appare meno chiaro, al momento, se le telecamere possano essere installate anche all’interno delle scuole.
Più definita è, invece, la normativa che riguarda il singolo cittadino: nel nuovo regolamento è stato previsto che a tutela delle persone e della proprietà, “contro possibili aggressioni, furti, rapine, danneggiamenti, atti di vandalismo, prevenzione incendi, sicurezza del lavoro, i privati possono installare telecamere senza il consenso dei soggetti ripresi, ma sempre sulla base delle prescrizioni indicate dal Garante”.
Tra le novità figura anche l’obbligo delle trasparenza, attraverso l’installazione di cartelli informativi: “i cittadini che transitano nelle aree sorvegliate – si legge nell’ultimo decalogo – devono essere informati con cartelli della presenza delle telecamere, i cartelli devono essere resi visibili anche quando il sistema di videosorveglianza è attivo in orario notturno. Nel caso in cui i sistemi di videosorveglianza installati da soggetti pubblici e privati (esercizi commerciali, banche, aziende et similia) siano collegati alle forze di polizia è necessario apporre uno specifico cartello, sulla base del modello elaborato dal Garante”.

Le nuove regole non hanno risparmiato i sistemi tecnologici più avanzati: per quelli integrati “che collegano telecamere tra soggetti diversi, sia pubblici che privati, o che consentono la fornitura di servizi di videosorveglianza ‘in remoto’ da parte di società specializzate (come società di vigilanza, Internet providers) mediante collegamento telematico ad un unico centro, sono obbligatorie specifiche misure di sicurezza (es. contro accessi abusivi alle immagini)”. E per alcuni di questi “sistemi è comunque necessaria la verifica preliminare del Garante”. Mentre la verifica preliminare del Garante diventa obbligatoria quando si ha a che fare con sistemi di videosorveglianza cosiddetti “intelligenti”, dotati di software che permettono l’associazione di immagini a dati biometrici (come il ‘riconoscimento facciale’) o in grado, ad esempio, di riprendere e registrare automaticamente comportamenti o eventi anomali e segnalarli (come i ‘motion detection’).