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Violenze sui bambini durante i respingimenti in Serbia

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I bambini dei rifugiati che attraversano i Balcani via terra stanno affrontando condizioni metereologiche durissime, vengono morsi dai cani e subiscono violenze da parte delle forze di polizia e dei trafficanti, mentre attraversano montagne e foreste a temperature sotto lo zero: la denuncia arriva da Save the Children

valutazione individuale delle proprie necessità di protezione internazionale.

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Circa il 46% dei rifugiati e dei migranti arrivati in Serbia è composto da bambini, di cui il 20% sono non accompagnati e viaggiano da soli, alcuni dei quali di appena otto e nove anni. Dei minori non accompagnati, il 75% proviene dall’Afghanistan, mentre gli altri arrivano soprattutto da Siria, Iraq e Pakistan.

 

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A Miksaliste – l’hub di Belgrado per fornire aiuti ai rifugiati, dove operano Save the Children e molte altre organizzazioni – diversi adolescenti che sono stati respinti ai confini parlano di vera e propria brutalità perpetrata con regolarità dalla polizia lungo la rotta terrestre balcanica.

«Durante il viaggio ho avuto molti problemi, soprattutto quando mi trovavo nei boschi. La polizia bulgara ci ha picchiato, ha preso i nostri soldi, ci hanno chiesto perché siamo venuti in Europa. Abbiamo anche avuto problemi con la mafia», ha raccontato a Save the Children un bambino afgano di 12 anni.

Una famiglia irachena con una piccola di 8 anni è giunta a Miksaliste alle prime luci dell’alba, dopo aver attraversato durante la notte le montagne al confine con la Bulgaria sotto la neve. All’arrivo all’hub, la madre aveva bisogno di cure mediche urgenti. La famiglia è fuggita dall’Iraq quando la loro casa è stata bombardata e i bambini non potevano più andare a scuola a causa dell’Isis.

«La verità è che la crisi dei rifugiati nei Balcani non è diminuita affatto. Anzi, i rifugiati sono costretti a percorrere una rotta ancora più pericolosa, soprattutto per i bambini. L’accordo UE-Turchia non ha fatto che incrementare il business estremamente redditizio dei trafficanti, che hanno così trovato strategie ancora più pericolose per raggirare le autorità. Quando i rifugiati vengono respinti al confine, subiscono violenze brutali e in molti vengono morsi dai cani», spiega Jelena Besedić, responsabile Advocacy di Save the Children in Serbia.

I team di Save the Children incontrano ogni giorno i minori non accompagnati, tra cui anche bambini di appena otto anni, che dormono all’interno di magazzini abbandonati perché troppo spaventati per registrarsi e salire su un bus diretto verso un nuovo centro di accoglienza.