Home Attualità Ragazzi con tendenze neonaziste: dietro ci sono raffinate menti di adulti

Ragazzi con tendenze neonaziste: dietro ci sono raffinate menti di adulti

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Notte tra il 9 e il 10 giugno 2019: due ragazzi di 17 anni e uno di 16 dipingono frasi omofobe sui muri dell’Istituto di Istruzione Superiore Statale “Severi – Correnti” di Via Alcuino, Milano Nord-ovest.

Una squadra volante della Polizia li vede, li ferma e li identifica. Sono pieni di adesivi di “Forza Nuova” e di “Lotta Studentesca”.

Vengono denunciati per “deturpamento e imbrattamento di cose altrui con l’aggravante della discriminazione e odio etnico”. Infatti non è la prima volta che i tre compiono l’”eroico” gesto di sporcare i muri della città con scritte neonaziste. La notizia della denuncia è stata divulgata il 4 luglio dall’Ansa.

 

Recidivi

Uno dei due diciassettenni lo aveva già fatto nella notte del 24 maggio davanti allo stesso istituto; il 9 giugno i tre avevano inoltre “abbellito” i muri intorno al celebre e centrale Liceo Classico Statale “Giuseppe Parini” di Milano col consueto repertorio decorativo della galassia nera: croci celtiche, rune, svastiche. Cui avevano anche aggiunto altri esempi della propria profonda cultura e della delicata sensibilità che contraddistingue i difensori della “razza ariana”, graffitando offensive contumelie contro uno studente di religione ebraica (il quale, giustamente, li ha querelati).

 

Minoranze che fanno tendenza

I tre sono minorenni, quindi non del tutto consapevoli della gravità del gesto. Inoltre, proprio in ragione della loro giovanissima età, c’è da sperare che abbiano tutto il tempo di cambiare idea e valori di riferimento. Tuttavia non bisogna sottovalutare episodi del genere, che continuano a moltiplicarsi in tutta la Penisola. Il fenomeno riguarda pur sempre minoranze di estremisti, è vero. Ed è per questo, probabilmente, che l’argomento interessa sempre meno gli insegnanti, specie se giovani (come si può intuire leggendo alcuni commenti a nostri articoli che trattano l’argomento). Però tali minoranze fanno comunque tendenza, e fanno passare le loro parole d’ordine: razzismo, omofobia, odio contro la democrazia, contro ogni ideale di uguaglianza, contro qualsiasi diversità. Sdoganano l’idea che solo pochi abbiano il diritto di dominare su tutti gli altri in nome di alcune caratteristiche, che farebbero di quei pochi i dominatori per eccellenza: l’essere maschi, giovani (e giovanilisti), nerboruti, bianchi, violenti, scarsamente acculturati e molto intolleranti; con poche idee, insomma, ma ben radicate e piuttosto confuse.

 

Dietro i ragazzini esaltati, raffinate menti di adulti

Ciò che deve preoccupare qualsiasi persona colta e consapevole (docenti in primis) è il fatto che, dietro queste minoranze — spesso composte da ragazzini confusi e ignoranti — ci sono menti raffinate di cinquantenni e sessantenni, con precisi disegni politici che affondano le proprie radici nel passato (e che guardano al futuro).

Forza Nuova, che esiste dal 1997, fu fondata da Roberto Fiore e da Massimo Morsello. Quest’ultimo — defunto nel 2001 a 43 anni — aveva subìto procedimenti giudiziari e condanne  per banda armata, concorso in rapina, associazione sovversiva. Era stato ritenuto appartenente ai Nuclei Armati Rivoluzionari, terroristi neofascisti responsabili, tra il 1977 e il 1981, di ben 33 omicidi (nonché sospettati per la strage di Bologna del 2 agosto 1980).

 

Nomi e simbologie si ripetono

Lotta Studentesca, “struttura giovanile” di Forza Nuova (simbolo: un gladio fra le iniziali LS), è diffusa tra gli studenti della Penisola quanto le parole d’ordine neofasciste (di moda da almeno 30 anni tra i giovanissimi). Il nome è mutuato dall’organizzazione giovanile che diede origine a Terza Posizione, altra organizzazione neonazista attiva dal 1978 al 1982, fondata a Roma da Gabriele Adinolfi, Giuseppe Dimitri e Roberto Fiore. Simbolo di Terza Posizione era una figura ispirata alla runa Wolfsangel (“gancio del lupo”) inframmezzata da una mano che, impugnando un martello, forma con la runa una sorta di svastica. La runa in questione era anche simbolo della 2. SS-Panzer-Division “Das Reich”: criminali di guerra — “eroi” secondo i nazisti — colpevoli tra l’altro del massacro gratuito di 642 inermi cittadini (anziani, donne e bambini) ad Oradour-sur-Glane in Francia il 10 giugno 1944 mediante bombe e mitragliatrici.

 

Il loro più grande nemico: l’antifascismo

Interessante il “programma” di Lotta Studentesca. Al punto 4 — intitolato “Lotta alla faziosita’ (sic) dell’antifascismo, imperante nei programmi didattici” — si legge quanto segue: «Lotta Studentesca vuole rivoluzionare il piano studi» che lascerebbe attualmente «ampio spazio alla faziosita’sic, con l’apostrofo — antifascista portata avanti sia dalla maggior parte dei docenti che dai libri di testo obbligatori, che ripropongono fino alla nausea la loro fede multietnica e i drammi dell’olocausto, tralasciando del tutto le stragi dei Gulag e delle Foibe comuniste». Parole che oggi, purtroppo, nell’ignoranza diffusissima, molti Italiani certamente approvano. La tolleranza viene dipinta come “fede multietnica”, mentre si pensa di poter sminuire i crimini dei nonni nazifascisti contrapponendovi i delitti dell’estremismo opposto, quello stalinista (che ovviamente nessun docente degno di questo nome misconosce).

Può dormire sonni tranquilli chiunque ami la Scuola istituita dalla Repubblica democratica fondata sul lavoro e nata dalla Resistenza?