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Chiara Ferragni contro l’opuscolo anti stupri: dà colpa alle donne invece d’avviare una strategia di prevenzione che educhi gli aggressori

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La colpa degli stupri e delle violenze di genere è delle donne che si pongono spesso in modo quasi provocante o di chi produce violenza verso di loro? Non ha dubbi Chiara Ferragni: l’imprenditrice, blogger, modella e designer propende per la seconda ipotesi e se la prende con gli ideatori dell’opuscolo con cui alcuni giorni fa il Comune di Cividale del Friuli ha voluto dispensare consigli alle ragazze delle scuole superiori della cittadina friulana, potenziali vittime di violenza di genere.

I consigli destinati alla parte sbagliata?

Sono diversi i consigli alle donne riportati nell’opuscolo che inducono ad atteggiamenti miti e a vestire in modo semplice: “Non fate sorrisi ironici o provocatori a sconosciuti”; “evitate di indossare oggetti di valore”; “ricordate che l’aggressore osserva e seleziona le vittime anche sulla base di alcuni particolari come gioielli e l’abbigliamento eccessivamente elegante o vistoso”.

Secondo Ferragni, però, “molte delle indicazioni distribuite nelle scuole vengono date quindi alle donne, anziché far parte di una strategia di prevenzione che educhi gli aggressori”.

La blogger e modella ha pubblicato anche un grafico da cui si evince la prima e indiscutibile causa degli stupri sono gli stupratori.

Sempre in questi giorni, Chiara Ferragni ha fatto sapere di avere deciso di devolvere il suo cachet del Festival di Sanremo, in programma a febbraio, all’associazione D.i.Re., le Donne in Rete contro la violenza.

Studenti contrari, sindaca contenta

A non accogliere positivamente l’opuscolo sono stati anche i destinatari, gli studenti del Convitto Nazionale Paolo Diacono di Cividale del Friuli, che hanno organizzato una “assemblea di discussione” per la prossima settimana, dopo avere dato vita a una protesta a scuola.

La sindaca di Cividale del Friuli (Udine), Daniela Bernardi, si è invece detta “contenta dell’opuscolo”: viene “redatto da psicologi e lo realizziamo già da tre anni”.

È positivo, ha detto la prima cittadina che sia “stato finalmente letto dagli studenti delle nostre scuole con spirito critico”.

“Il fatto che considerino i consigli dati ‘anacronistici’ testimonia che sono giovani che vivono situazioni normali e senza particolari disagi”, ha concluso la sindaca friulana.