Home Sicurezza ed edilizia scolastica Ad Aulla alunni e insegnanti in classe con temperature inferiori alla legge

Ad Aulla alunni e insegnanti in classe con temperature inferiori alla legge

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Gli alunni del liceo classico “Giacomo Leopardi” di Aulla (provincia di Massa Carrara) in una lettera inviata al loro Dirigente scolastico fanno notare quanto segue: “Da qualche anno, durante il mese di ottobre, in particolare nei giorni che precedono la festività di Ognissanti, ci troviamo, ciclicamente, in condizioni di disagio per le modalità in cui siamo costretti a svolgere le lezioni. A causa dell’inclemenza del tempo atmosferico e della persistente umidità, sia alunni che insegnanti soggiornano con difficoltà in ambienti che registrano temperature inferiori a 16 gradi centigradi, mentre la legge prevede che esse raggiungano almeno i 20”.

La lettera continua dicendo: “Le abbiamo, cortesemente, chiesto di anticipare di qualche giorno l’accensione dei termosifoni. La nostra richiesta non ha avuto un riscontro positivo, perché Lei stessa ci ha informati, stante la legislazione vigente, che non era possibile provvedere in merito. Dal nostro punto di vista riteniamo che la normativa imponga periodi di accensione dei riscaldamenti non coerenti con l’andamento climatico del territorio lunigianese.

La legge prevede che l‘accensione avvenga il 1° novembre e lo spegnimento il 15 aprile. Negli ultimi anni abbiamo constatato che nell’ultima settimana di accensione, ad aprile, i termosifoni risultano di poca utilità e, addirittura, nelle aule vengono aperte le finestre perché si raggiungono temperature insopportabili”.

La fine della lettera gli studenti di Aulla propongono: “Per questo motivo proponiamo a Lei, perché se ne faccia carico nelle sedi opportune, di provvedere a una modifica della calendarizzazione del periodo di funzionamento dei riscaldamenti, in modo da anticipare l’accensione di una settimana nel mese di ottobre, spegnendo il riscaldamento una settimana prima nel mese di aprile. In questo modo le spese di gestione rimarrebbero inalterate, ma la vita nelle aule sarebbe assai meno grama. Inoltre, si eviterebbero degli sprechi che ci paiono, sinceramente, offensivi verso il concetto di buona Amministrazione”.