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Lettera aperta al ministro Giannini

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Gentile Signora Ministro Giannini, sono un’istitutrice dell’Educandato Statale “Agli Angeli” di Verona, che lavora da diversi anni nelle istituzioni educative. Sono certa che lei conosce perfettamente cosa sia e cosa fa un istitutore ma, provo tuttavia a spiegarglielo in maniera semplice e non nella forma dei precetti normativi di cui al D.P.R. n. 417/74 o come disciplinato nel C.C.N.N.L.L. del comparto scuola e funzione pubblica. L’istitutore è la persona(docente) che segue nell’arco della giornata (h24) i ragazzi (convittori-studenti) che vivono in una casa (convitto –educandato) seguendoli e guidandoli verso un percorso di crescita scolastica, sociale ed umana attraverso le diverse attività che in essa si svolgono, quindi seguono i ragazzi nello studio, nelle attività ricreative, sociali, pedagogiche. L’istitutore per i ragazzi è un insegnante, un genitore, un amico, un animatore talvolta, un confidente, uno psicologo. La figura dell’istitutore ha origini molto lontane, che nel corso del tempo ha mutato solo nomenclatura, passando dai censori di disciplina ai prefetti di disciplina per poi passare a quella di istitutori e per finire ai giorni nostri a quella di educatore. Un lavoro nobile e di alta levatura nel passato ma, nei giorni nostri, come stiamo tutti assistendo, sembra quasi che il ministero voglia considerare questo ruolo privo di ogni rilevanza.

Questo sicuramente non deve significare che il nostro lavoro sia risibile ma ritengo piuttosto, e me lo consenta, che ciò denoti una certa “ignoranza” dell’argomento da parte degli addetti ai lavori nel suo dicastero. Signora Ministro il lavoro degli istitutori è il lavoro più bello del mondo! Vedere i ragazzi entrare il primo giorno di scuola piccoli e timidi e vederli uscire uomini e donne in grado di affrontare il mondo e le esperienze della loro vita adulta, è sinonimo di orgoglio, perché ciò sta a significare che il lavoro, e senza presunzioni, è stato svolto ottimamente. Sono sicura che se lei venisse in una delle tante istituzioni educative sparse sul territorio italiano e vedesse quanta passione mettiamo ognuno di noi nel nostro lavoro e il coinvolgimento dei ragazzi, saprebbe meglio apprezzare il nostro ruolo, ormai da molti ritenuto inutile. Siamo spesso dimenticati nelle disposizioni normative che riguardano i docenti, anche se le ricordo che il DPR 417/74 così come il D.Lgs 297/94, il C.C.N.N.L.L, nonché l’ orientamento della giurisprudenza amministrativa costante (C.d.S. ordinanza n. 1084/2014, Tar Lazio sent.7787/2016 ed altre) dicono che siamo docenti anche noi. Siamo stati dimenticati, e quindi estromessi dalla grande riforma scolastica della “buona scuola” attuata con la L.107/2015, escludendoci in toto da ogni coinvolgimento ed effetto benefico che ne potesse derivare.

Ci sono colleghi che da anni attendono di entrare in ruolo ma, il ministero considera inutili gli educatori che il pomeriggio si occupano dei ragazzi nelle ore di studio o durante i momenti socio-educativi e ricreativi all’interno della comunità, fondamentali per uno sviluppo psicopedagogico sano dei ragazzi. Così si riducono sempre più i posti per gli istitutori, a fronte di una crescita in numeri di studenti che vogliono iscriversi alle istituzioni educative. So bene che lei è già a conoscenza di queste lamentele ma, al di là delle dimenticanze ed estromissioni ciò che mi fa male è l’offesa al decoro e alla professionalità, che tuttavia siamo costretti a leggere, e che viene sempre più spesso perpetrata da parte del ministero nei confronti dei tanti istitutori che lavorano seriamente e con costanza. Ministro siamo stati estromessi anche dal bonus di valutazione, pur essendo docenti, anzi direi docenti a 360°, ma leggere nelle FAQ ministeriali, predisposte e divulgate dal vostro ministero per il sistema di valutazione nazionale (FAQ n. 6) con tono sprezzante e quasi minaccioso, che il  personale educativo non è equiparabile ne’ al personale docente, ne’ al personale ATA. … tale personale non va considerato”,è offensivo e lesivo dell’onore, del decoro e della reputazione professionale oltre che personale della categoria di cui faccio parte. Dovrei ridere del contenuto di questa frase poiché lascia trapelare una forma di ignoranza normativa dell’argomento educatore ed istituzioni educative ma, questa è la goccia che ha fatto traboccare il vaso!!! Ministro le chiedo pertanto di restituire dignità a questa categoria che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della scuola e non invece la categoria di docenti più derisa e bistrattata, ora anche da funzionari ministeriali che pubblicamente offendono un lavoro nobile come il nostro.

Voglio rappresentarle che la categoria, non particolarmente consistente, è composta da gente con una preparazione adeguata al ruolo e che oggi, la maggior parte degli educatori, è composta da persone in possesso di titolo di laurea e con master di specializzazione, quindi di sicuro non siamo equiparabili al personale ATA, con tutto il rispetto verso questi lavoratori.

Spero che lei intervenga anche per porre rimedio a questa ulteriore discriminazione di esclusione dal bonus per la valutazione del merito. Credo che lei comprenderà la mia mortificazione e capirà che a tutto vi è un limite.