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Conservatori musicali a rischio chiusura

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Diciannove conservatori italiani non statali rischiano di chiudere per mancanza di fondi.

Dopo la chiusura del conservatorio Pergolesi di Ancona è a rischio l’istituto musicale di Taranto, mentre il Bellini di Catania, il più grande di tutti, fondato dai Gesuiti nel 1555, ora ospitato nella sede del Sacro Cuore acquistata dal Comune, versa in condizioni finanziarie gravi. I conservatori di Bergamo (Donizetti), Livorno (Mascagni) e Lucca (Boccherini) hanno ricevuto l’ultima tranche dell’anticipo promesso dagli enti locali, ma non basta per progettare oltre il 2017.

“O i conservatori vengono statizzati o chiudono”, scrive La Repubblica riportando le parole di un sindacalista, “qui rischiamo di tenere in piedi solo i tre, quattro conservatori eccellenti mentre il resto deperisce. È importante preservare la straordinaria esperienza italiana in fatto di educazione e alta formazione musicale e artistica, che trova nelle comunità locali un suo punto di forza. Deve intervenire il ministro dell’Istruzione”.

 

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E la ministra Valeria Fedeli è pronta a riportare la questione dei ‘sottofinanziamenti’  in commissione Cultura al Senato anche se da oltre un anno sul tema viaggia un disegno di legge fondato sull’idea dei Tecnopoli delle arti dal costo di 44 milioni

“Ho visto la commissione Cultura del Senato approvare un buon disegno di legge e poi rimetterlo nel cassetto per mancanza di fondi. A che serve sostenere la promozione dello sviluppo della cultura se poi si negano risorse per il sistema dell’alta formazione musicale? E, in realtà, non servono molti soldi. Il conservatorio non statale di Ancona ha già chiuso, altri potrebbero seguirne il destino. Sono finanziati dagli Enti locali e dalle tasse degli studenti, ma le famiglie non riescono più a sostenere il costo”.