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Cyberbullismo, la legge a tutela dei minori è un grosso passo avanti. M5S: basteranno i fondi?

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Come già abbiamo scritto in precedenza, la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità in via definitiva la legge che introduce disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo.

Dopo una quotidiana rassegna di notizie riguardanti minori vittime di bullismo virtuale tramite smartphone o in generale tramite il web, in Italia adesso esiste una tutela che possa scoraggiare i bulli digitali.

Soddisfazione da parte del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli: “Il cyberbullismo è un tema serissimo. Ritengo per questo molto importante l’approvazione di una legge specifica per il contrasto di questo fenomeno. Il Parlamento ha fatto un lavoro che era necessario: finalmente si affronta pienamente e in modo deciso un problema che non può essere sottostimato. Ringrazio i colleghi parlamentari, in particolare la Senatrice Elena Ferrara, per l’impegno profuso nel raggiungere questo obiettivo. Il Ministero è già al lavoro affinché la legge trovi immediatamente piena attuazione”.

 “Con questo provvedimento – sottolinea ancora Fedeli – mettiamo al centro la tutela delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Lo facciamo, in un’ottica di prevenzione, a partire dalla scuola che è luogo principale di formazione, di inclusione e accoglienza. Finalmente abbiamo imboccato la strada giusta”.

Nei giorni scorsi, ricorda in un comunicato il Miur, si è tenuta la Conferenza dei coordinatori regionali degli Uffici scolastici sul bullismo per attivare immediatamente la ricognizione delle docenti e dei docenti in ciascuna istituzione scolastica, così come richiesto dalla legge appena approvata. I referenti, spiega il provvedimento, coordineranno le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio.

E su una legge a tutela dei minori, non poteva mancare l’intervento di UNICEF, che esulta per il risultato ottenuto: “apprendiamo con soddisfazione che la parola cyberbullismo è appena entrata nel nostro ordinamento con la prima legge in Europa che mira a contrastare il fenomeno, adesso la vera sfida si giocherà sulla prevenzione e la sensibilizzazione”, ha dichiarato il Presidente dell’UNICEF Italia Giacomo Guerrera.

L’UNICEF, ricorda la stessa associazione, è attiva nel contrastare e prevenire il bullismo e cyberbullismo su tutti i fronti, in particolare con il progetto “Verso una scuola amica”, promosso in collaborazione con il MIUR ed attivo per l’ottavo anno consecutivo. Il progetto propone attività di prevenzione, di forme di esclusione e discriminazione e degli stessi episodi di bullismo attraverso un approccio fondato sui diritti dei bambini e dei ragazzi, sull’ascolto e la partecipazione.

Anche il M5S interviene in merito, mostrando la propria soddisfazione: “dedichiamo questa legge a tutti i bambini e ragazzi vittime di atti di cyberbullismo e ai loro familiari. Oggi, finalmente, abbiamo dotato il Paese di uno strumento per contrastare questa piaga sociale e culturale”, dichiarano i deputati pentastellati, che però non nascondono le loro perplessità rispetto ai fondi destinati alle scuole italiane per le politiche di informazione e contrasto al fenomeno: “le risorse stanziate ammontano a soli 200 mila euro: un investimento davvero troppo eseguo. Considerando che i plessi scolastici in Italia sono 40 mila, significa che a ciascuno di questi andrebbero mediamente 5 euro. Francamente non è questo il segnale che andava dato: il contrasto al cyberbullismo deve partire dall’aspetto pedagogico e culturale e, dunque, le risorse da mettere in campo vanno al più presto aumentate sensibilmente”, concludono i deputati.

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