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A settembre ancora didattica a distanza e più 200 mila precari, per il sen. Pittoni due bombe pronte a esplodere

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Il prossimo mese di settembre, nelle nostre scuole ci ritroveremo con due “bombe” pronte ad esplodere: il perdurare della didattica a distanza e la nomina di 200 mila docenti a tempo determinato. A sostenerlo è il senatore della Lega Mario Pittoni, responsabile scuola per il partito e presidente della VII commissione del Senato.

Lo scenario possibile tra 150 giorni

“È possibile che a settembre l’anno scolastico debba riprendere con la didattica a distanza (Dad), a cui si aggiunge il problema dei 200 mila insegnanti precari, pari al 25% del corpo docente: due bombe pronte a esplodere“, dice il senatore molto vicino a Matteo Salvini, che nella stessa giornata ha “tuonato” contro l’operato della ministra Lucia Azzolina.

Si va verso un alto numero di Mad

Per risolvere il secondo problema, che a settembre farebbe lievitare non poco il numero delle supplenze annuali assegnate tramite “Messa a disposizione”, sostiene Pittoni, servirebbe un grande piano di stabilizzazione dei docenti precari, attraverso un concorso per soli titoli. In tal modo, si supererebbe l’impasse dei concorsi ordinari e straordinari previsti dal Governo. E questa ipotesi, sostiene il senatore, sarebbe caldeggiata anche da una parte della maggioranza.

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Basta con le remore ideologiche

“È venuto il momento – sostiene il leghista – di superare ogni remora ideologica stabilizzando coloro che possiedono il requisito di servizio precario in scuole statali previsto dalla normativa comunitaria, facendo riferimento al periodo di servizio già prestato e ai titoli culturali e professionali posseduti. Questo personale dovrà frequentare, una volta immesso in ruolo, nell’anno di prova, un corso finalizzato al conseguimento dell’abilitazione”.

Bastano 36 mesi

La soglia del periodo minimo di servizio indicata dal senatore Pittoni, dovrebbe essere quella di 36 mesi, come indicato dalla stessa direttiva 1999/70/CE del Consiglio dell’Unione europea: una soglia che se superata, porterebbe all’immissione in ruolo senza partecipare al concorso.

Ma Azzolina dice no

Di diverso avviso, si è finora posta la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, la quale intende portare in ruolo circa 70 mila docenti solo attraverso l’attivazione di due concorsi ordinari, uno riservato (nella secondaria) e uno rivolto solo agli insegnanti di religione.