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Alunna spacca labbro al prof, per i compagni non lo ha fatto apposta. La scuola: “Da sempre evitiamo sospensioni”

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Qualche giorno fa abbiamo parlato del caso del docente ferito al labbro da parte di una studentessa in un liceo di Grosseto. La notizia era stata data dai Cobas, parlando di ennesimo episodio ai danni di un prof accaduto in “una scuola cialtrona, in cui i docenti devono limitarsi a infarinare di generiche ‘competenze‘ studenti destinati per la gran parte al precariato”.

La ricostruzione dei fatti

Come riporta La Repubblica, la responsabile della sede della scuola ha parlato dei provvedimenti da adottare nei confronti dell’alunna: “È la prima volta che un docente viene aggredito nella nostra scuola. Abbiamo sempre evitato le sospensioni, a favore di alternative più utili. Studieremo la soluzione più utile alla ragazza coinvolta. Sono stati valutati tutti gli aspetti del caso. Con serenità, siamo arrivati a decidere un intervento che può essere utile per la ragazza”.

Ecco la ricostruzione dei fatti: la ragazza era uscita di classe senza chiedere il permesso, il docente l’ha ripresa, lei gli ha risposto in maniera piccata. E quando l’insegnante si è avvicinato alla studentessa, la giovane lo ha urtato – inavvertitamente secondo i compagni – con lo smartphone, procurandogli ferite guaribili in un paio di giorni.

Come ricordato dalla responsabile, inoltre, abitualmente nel liceo grossetano le sanzioni disciplinari non sono mai punitive: agli studenti viene comunque chiesto di frequentare le lezioni e di svolgere attività utili alla comunità scolastica, dal tutoraggio verso i compagni di classe (e non solo) alle attività di laboratorio o di promozione negli open day.

La sanzione disciplinare per la ragazza

Secondo le nuove indicazioni del ministero dell’Istruzione e del Merito, alla ragazza potrebbe essere comminata (dal Consiglio di classe) una sospensione dalle lezioni, con obbligo di frequenza a svolgere attività sociali in una struttura indicata dalla scuola. Sempre i docenti della classe dovrebbero, in sede di scrutinio, assegnare il 5 in condotta alla studentessa.

Se confermato a fine anno scolastico, qualora la legge in discussione in Parlamento sul voto di condotta dovesse nel frattempo essere approvata, il 5 in condotta assegnato alla giovane (iscritta al primo anno delle superiori nell’istituto di Grosseto) si tramuterebbe in automatica ripetizione dell’anno scolastico.

Se, invece, il voto in condotta passasse a 6, allora scatterà la sospensione del giudizio con l’obbligo di frequenza di un corso di educazione civica.