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ANP: “Le scuole hanno bisogno di manutenzione. I presidi non sempre sono ascoltati”

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Nella giornata del 17 gennaio, come riportato anche da questa testata, si è staccata una tegola dal tetto del liceo Virgilio di Roma, che ha portato al ferimento di una studentessa di 17 anni. La giovane è stata trasportata al pronto soccorso con una ferita alla testa.

Le scuole non sono sicure: non ricordarlo solo quando ci sono casi gravi

Purtroppo, si tratta dell’ennesimo caso che evidenzia la pericolosità degli edifici scolastici italiani, che coprono sempre più la cronaca con questi episodi. Sul tema si è espressa anche l’ANP, Associazione nazionale presidi, che fa notare come il tema dell’edilizia scolastica riemerge sempre in occasione di questi fatti gravi: “i fabbricati scolastici necessitano non solo di interventi di manutenzione ordinaria, ma anche di manutenzione straordinaria e di manutenzione agli ambienti circostanti gli edifici, dichiara Mario Rusconi dell’ANP. Ad esempio nel Lazio una scuola su tre ha bisogno di interventi strutturali, e quindi di manutenzione straordinaria costosa e protratta nel tempo. Oltre il 90% delle scuole ha poi bisogno di manutenzione ordinaria, meno costosa della precedente, ma particolarmente impegnativa perché prevede controlli sistematici, a cadenza settimanali, ad esempio su infissi, porte, bagni, infiltrazioni d’acqua e intonaci”.

Le richieste dei Ds non sono sempre accolte

Rusconi ricorda anche come i dirigenti scolastici facciano segnalazioni, ma che spesso non vengono accolte: “la quasi totalità dei presidi ha richiesto interventi manutentivi all’ente proprietario e purtroppo ancora il 20% delle richieste non ha ricevuto risposta. Il 25% ha avuto risposta tempestiva, il 45% con leggero ritardo e il 10% con molto ritardo. Già questi numeri basterebbero per non fare stare tranquilli chi con la scuola ogni giorno intrattiene rapporti diretti (personale della scuola, famiglie e ragazzi) o indiretti (fornitori in generale). Le vetrate, ad esempio, sono a norma soltanto nel 30% dei casi, mentre gli impianti elettrici sono a norma soltanto per una classe su cinque”.

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“La popolazione studentesca di Roma e provincia, prosegue il vicepresidente ANP, è circa il 75% dell’intera popolazione della regione, per cui i ragazzi romani che ogni mattina combattono con questi problemi sono circa 505.000 mila su 680.000, e 202.000 sono soltanto i bambini romani che frequentano le scuole primarie statali o paritarie. Il problema poi dell’ambiente intorno le scuole ricopre il 100% del dato. Si inizia con il parcheggio delle doppie o triple file delle auto fuori i cancelli, la manutenzione delle aiuole e degli alberi nei cortili interni o esterni le scuole, i marciapiedi interni ai cortili fabbricati con travertino o basole a spigolo vivo, le strisce pedonali sbiadite, i gradini o le scale esterne mancanti dei sistemi antiscivolo”.

La politica pensi alla sicurezza delle scuole

Infine, Rusconi, fa notare come nei programmi elettorali non esistano proposte su questi temi, sulla sicurezza delle scuole italiane: “personalmente come ANP-Lazio denuncio da anni questi temi, ma di risposte concrete ancora non se ne vedono. Probabilmente i politici e gli amministratori dovrebbero iniziare a pensare di più alle scuole in termini di sicurezza e di investimenti poiché in quelle aule creiamo il futuro di una nazione: l’Italia”.

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